da Brand a Friend on Smash Notes

da Brand a Friend podcast.

April 18, 2020

Diventare il punto di riferimento nel proprio settore attraverso la condivisione di valore e il coltivare relazioni di lunga durata. Un modo diverso di vedere la vita e di fare business online. Strategie, tattiche, strumenti per imprenditori digitali e piccole aziende.



Recently updated notes

Podcasting: Tool & Strumenti Utili


1) Registrare podcast:
- Audacity - https://www.audacityteam.org/
- Spreaker Studio - https://spreaker.com

2) Registrare la tua voce "al volo"
dovunque sei, da qualunque computer o smartphone
- http://vocaroo.com
- http://online-voice-recorder.com

3) Convertire podcast in video
- https://headliner.app

4) Musiche per i podcast
- https://bandcamp.com
(io ho acquistato questi artisti Birocratic, Joakim Karud, David Cutter)
- https://unminus.com
- https://ccmixter.org
- https://mixkit.co/

5) Convertire testo in audio
- Text2voice.org
- Notevibes.com

6) Convertire audio in testo
- oTranscribe.com (per sbobinare)
- Usa Google Documenti e la dettatura vocale
- Descript.com




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Info Utili


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"Swing Low" by Birocratic - disponibile su Bandcamp:
https://birocratic.bandcamp.com/track/swing-low




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Key points in this episode

Podcasting: Strategia Editoriale

a) Formato, durata, stile. Qual è quello giusto?

b) Dipende tutto da dove vuoi andare tu?
Perché lo stai facendo?

c) Il fuoco è essenziale.
Qual è il problema, l'interesse, esigenza che desideri intercettare.
Qual è la tua tribù?

d) Che durata ideale per un podcast?
Più breve lo fai, più bravo devi essere.

e) I podcast "brevi" sono più fruibili da più persone. E' un fatto matematico.

f) Il valore di fare "buone" interviste rimane un'opportunità meravigliosa per i podcaster. Ma bisogna darsi da fare per realizzare interviste che vadano oltre i mediocri standard attuali.

g) Intervistare gli altri esperti del settore, mappando la nicchia nella quale operiamo e imparando un sacco di cose utili da chi è più esperto di noi.

h) Autenticità: è essenziale. Meno facciata, più genuinità.





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Info Utili


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"Solarplex" by Birocratic - disponibile su Bandcamp:
https://birocratic.bandcamp.com/track/solarplex




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Key points in this episode

Piccoli suggerimenti strategici per chi inizia a fare podcast.


Domanda:
Cosa altro è importante sapere per chi vuole iniziare a fare un podcast?

1) Tempo e costanza sono i due ingredienti principali per produrre un buon podcast.
La maggior parte dei podcast muoiono prima di aver pubblicato la loro settima puntata.

2) La quantità conta, ma fino ad un certo punto.

3) Prepararsi bene ad ogni puntata, attraverso note e appunti, e l'aprire dei nuovi sentieri "mentali", invece che affidarsi all'andare solo a braccio.

4) Non ci sono grosse cose tecniche da apprendere.

5) E' molto importante capire bene la funzione del podcast, che è un medium che consente a chi lo ascolta di poter fare altre cose. Come posso valorizzare questo aspetto?

6) I podcast sono un mezzo ideale per fare "sognare" le persone. Così come per il lettore di un libro, le parole stampate sulla carta sono uno spunto per immaginare una realtà super-personalizzata, anche per l'ascoltatore del podcast le parole che si ascoltano possono essere un trampolino ideale per far immaginare e sognare.

Ciò dovrebbe influenzare sia la scelta dei temi, che lo stile editoriale di presentazione di un podcast.






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"Tubshop" by Birocratic - disponibile su Bandcamp:
https://birocratic.bandcamp.com/track/tubshop




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Key points in this episode

Podcasting: Quanto E' Difficile?


◾Problema:
Produrre un podcast, è estremamente semplice per chi non ha esperienza in questo settore, e non richiede particolari conoscenze tecniche. Le tecnologie e i servizi disponibili oggigiorno, consentono di poter iniziare a registrare e a trasmettere senza dover fare corsi o preparazioni particolari.

In pochi clic si può registrare, pubblicare e distribuire un podcast, senza dover spendere nulla.

Le difficoltà, sono tutte di carattere editoriale.

Di cosa parlo? Qual è il mio fuoco?
Che tono e linguaggio utilizzo?
Quanto lunghe faccio le mie puntate?
Ogni quanto pubblico una nuova puntata?
Come chiamo il podcast?
... e via dicendo.



◾Soluzione:
Pensare prima alla strategia e poi alla tecnologia.

Sul fronte tecnologico infatti, di soluzioni alternative interessanti per registrare e pubblicare ce ne sono quante ne vogliamo. Non manca la scelta.

Ciò però che conta di più di queste è lo stabilire a monte dove siamo diretti, chi è il nostro pubblico e che tipo di problema, interesse o esigenza stiamo cercando di risolvergli.

Da qui dovrebbero poi scaturire nome del podcast, fuoco e temi delle puntate, così come tono e linguaggio utilizzato.







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✴ Info Utili


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"Marinade" by Birocratic - disponibile su Bandcamp:
https://birocratic.bandcamp.com/track/marinade




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Key points in this episode

Prima il Design, poi la Produzione.


◾Problema:
Migliorare la qualità del design e l'efficacia delle proprie comunicazioni (vuoi che siano pagine web, landing, promozioni, video, etc.).

Vedo continuamente situazioni nelle quali, chi deve realizzare un design di una landing, di una home page o di una pubblicità da pubblicare online, si getta a capofitto nel suo tool preferito per realizzare quanto deciso.

E' inevitabile quindi, per quanto chi sia abituato a questo modo di procedere non se ne renda facilmente conto, che i risultati che emergono dal costruire realizzando, sono assai differenti da quelli ottenibili, pianificando prima a mente libera, e trovando poi, nel tool designato, strumenti e soluzioni specifiche.


◾Soluzione:
Progettare su carta o con uno strumento digitale ciò che si intende realizzare, prima di passare all'esecuzione, offre la possibilità di pensare fuori dagli schemi, dalle funzionalità e
dalle apparenti limitazioni che ogni tecnologia ha.

Ciò offre il vantaggio di pianificare pensando alle specifiche esigenze e necessità di comunicazione da soddisfare, indipendentemente dai template, modelli e blocchi pre-confezionati che ogni tecnologia offre.

La differenza nel risultato finale è sostanziale perché in questo modo siamo noi che stabiliamo strategie e soluzioni per raggiungere un certo risultato, invece che piegarci ad attingere a ciò che è già stato predisposto per noi nel tentativo di avvicinarci al risultato che desideriamo ottenere.


◾Morale:
Pensare di fare design e progettazione, passando dall'ordine alla realizzazione è il primo indice che aiuta a distinguere gli amatori della comunicazione efficace dai professionisti.

Se non progetti prima altrove, ciò che vuoi realizzare con un tool o servizio specifico, rischi di tirare su qualcosa che assomiglia di più ad uno stabile abusivo costruito in una notte che ad un palazzo progettato e realizzato da un architetto.

In pratica quindi il mio consiglio è quello di progettare sempre prima su carta o su uno strumento di design libero quale potrebbe essere PowerPoint/Keynote/Google Presentazioni oppure Figma/Sketch/Adobe XD, ciò che si desidera realizzare e solo dopo aver raggiunto un risultato soddisfacente, passare alla realizzazione dello stesso con la tecnologia che ci servirà per pubblicarlo.





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"Nesting" by Birocratic - disponibile su Bandcamp:
https://moosedawa.bandcamp.com/




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Tempi di Risposta

Problema:
Nel cercare di trattare i nostri clienti in maniera eccellente, spesso ci sfugge quanto sia importante essere affidabili nei tempi di risposta. (Anche perché non costa niente rispondere in tempi ragionevoli anche quando non si ha una risposta).

Il problema è la quantità di credibilità e reputazione che si perdono ogni qualvolta non si risponde in maniera puntuale e affidabile alle richieste degli altri.

E’ importante quindi rispondere in maniera puntuale soprattutto ai nuovi clienti e contatti che valutano anche attraverso i tuoi tempi di risposta il tuo spessore e autorevolezza.

Attenzione però: con il rispondere in maniera puntuale e affidabile non intendo suggerire di rispondere in tempo reale a tutte le richieste che ti pervengono.

Suggerisco semplicemente di non lasciare passare più di 24 ore per dare una risposta ad una qualunque richiesta di info o di acquisto da parte di un cliente e là ove possibile, cercare di rispondere in giornata.


Ritmo dei messaggi
Una cosa importante a cui infatti va prestata attenzione è il ritmo e il passo delle comunicazioni via email o su altri canali.

Più rapidamente rispondi e più l’interlocutore si aspetta che possa scriverti e farti domande quasi in tempo reale come se fosse una chat.

Più invece tu scandisci il tempo delle tue risposte e meglio l’interlocutore capisce che non può bombardarti di piccole richieste ogni cinque minuti, perché tanto gli risponderai il giorno dopo in una sola mail.






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"Dead Cat in the Parking Lot" by Birocratic - disponibile su Bandcamp:
https://birocratic.bandcamp.com/track/dead-cat-in-the-parking-lot




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Key points in this episode

Il trattare i clienti con cura è un’opportunità straordinaria di vantaggio competitivo. Specialmente qui in Italia. L'arte dell'accoglienza ce l'abbiamo nel DNA, è tutto intorno a noi, ma quando siamo noi ad offrire un servizio/prodotto spesso ce ne dimentichiamo.

E quando penso al customer service, la prima situazione che mi viene in mente è quella di un albergo. Il posto dove di default ci dovrebbe essere qualcuno ad accoglierti e a spianarti il terreno in maniera proattiva.

Ma sei hai girato un pò per l'Italia ti sarai accorto che molto spesso non è così. Alberghi a 5 stelle dove sei "trasparente" e nessuno si prende cura di te, e piccoli hotel dove si fanno in quattro per entrare nel tuo cuore e nei tuoi ricordi. Ma anche il contrario. Non è una questione di stelle, ma di strategia di comunicazione con i propri clienti.

La normalità, per quello che io posso vedere, per ciò che concerne l'accoglienza e l'assistenza del cliente è una rarità, non la norma. Il customer service, la capacità di prestare reali orecchie, cortesia e accoglienza a chi è interessato e paga per i tuoi servizi o prodotti, non solo è spesso messa in secondo piano, ma in molti casi è del tutto dimenticata.

La differenza si sente.

Per cercare di dare una logica a questo atteggiamento a volte mi domando se chi fa queste scelte si trova in una situazione dove, o ha già così tanto giro d’affari da non ritenere rilevante preoccuparsi di questo aspetto, o ritiene questo approccio sia troppo costoso laddove invece è necessario risparmiare in ogni possibile modo.

Ma in entrambi i casi, l’essere particolarmente accoglienti e premurosi, non fa’ altro che migliorare significativamente l’esperienza del cliente, la sua fiducia in te e la maggior disponibilità a “chiedere” informazioni e a dare feedback.

In questa maniera si può entrare in relazione e far sì che quel cliente, parli bene di noi o ci lasci una recensione a 5 stelle su Google.

Bastano piccole, sincere attenzioni, fatte di vera cortesia e premura per fare tutta la differenza. Soprattutto se il nostro obiettivo alla fine è quello di sviluppare una relazione stabile e duratura con il nostro cliente.






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"Square One" by Birocratic - disponibile su Bandcamp:
https://birocratic.bandcamp.com/track/square-one



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Come fare per "attivare" un gruppo Facebook o una comunità di persone online?

Chi apre un Gruppo su Facebook (o su un'altra piattaforma social) ha come primario interesse quello di entrare in contatto più diretto con coloro che sono maggiormente interessati al tema / problema / interesse da lui trattato.

Ma come avrai forse già scoperto, non basta creare un Gruppo su Facebook per far sì che le persone si coinvolgano, condividano esperienze, spunti, idee e suggerimenti.

Creare uno spazio riservato per una comunità è come riservare un locale per una festa. Esiste un posto dove incontrarsi, ma questo non vuol dire che ci saranno tante persone o che quelle che verranno si divertiranno, balleranno e si daranno da fare per incontrare e conoscere gli altri. Questo dipende in gran parte da me e da te.

Non so quante volte mi è capitato di parlare con clienti che erano totalmente convinti che la cosa più importante per creare una loro comunità di fan online fosse creare gli spazi per far dialogare la comunità, quando poi questi restavano sistematicamente vuoti e senza alcun intervento.

Eppure, non è così difficile capire che una comunità si attiva e si realizza, non perché esiste uno spazio dove poter interagire, ma perché stimolata e motivata a farlo. "E come?" tu mi dirai. Attraverso la formula, che funziona sempre, sia nella vita reale che in quella digitale: se vuoi che gli altri si interessino a te, interessati tu per primo a loro.

E quindi la strada perfetta per attivare un gruppo di persone online, è quella di gestire questa comunità come se fosse una festa, che hai organizzato a casa tua.

Così come metti tutta la tua premura e gentilezza nell'accogliere i nuovi arrivati, ti dai anche da fare nel presentare e introdurre gli ospiti gli uni con gli altri, nell'offrire snack e aperitivi, e nel fermarti a fare due chiacchiere con chi è più timido e senza amici al seguito. Non solo. Al momento giusto, animi la festa mettendo della buona musica e invitando pian piano gli ospiti a ballare.

Allo stesso modo una comunità di persone online, va curata e seguita con estrema attenzione soprattutto nelle fasi iniziali di crescita.

I nuovi arrivati vanno accolti con calore, messi a loro agio, e ove possibile, in contatto con gli altri che sono già arrivati. Il sapere chi sono gli altri e l'avere l'opportunità di scambiare info utili gli uni con gli altri può essere di grande aiuto nel far si che i partecipanti si trovino a loro agio e vogliano condividere e scambiare in maniera crescente.

All'inizio questo percorso è decisamente in salita, perché nelle comunità online, le persone non si vedono, non possono dialogare e conoscersi con la facilità che ci sarebbe nella realtà fisica, e quindi se noi non facciamo pro-attivamente qualcosa per abbattere queste barriere di timidezza e di poca familiarità è difficile far si che succeda qualcosa.

Se ad esempio vuoi porre delle domande aperte per coinvolgere i tuoi fan e far sì che contribuiscano con le loro idee e suggerimenti, è bene pre-accordarsi con i tuoi fan più sfegatati, contattandoli prima e invitandoli a partecipare e contribuire di modo da abbassare il livello iniziale di timidezza e/o di paura a dire la propria.

La costanza della tua presenza in un gruppo è anche un altro elemento rilevante per aiutare il gruppo a crescere e a sentirsi in uno spazio affidabile e protetto.


Morale della favola:
Non basta creare uno spazio digitale o un indirizzo online per far crescere una comunità di fan.
Così come quando si organizza una festa, è indispensabile sapere bene cosa si festeggia (perché siamo qui), sentirsi in un ambiente familiare e protetto (chi sono gli altri e come posso fidarmi di loro), e dedicarsi pro-attivamente al coinvolgere i partecipanti, andando incontro alle loro esigenze e interessi (mettendo la musica che gli piace sentire).


Risorsa suggerita: https://community-canvas.org/
Versione Italiana: https://community-canvas.org/translations#italian (di Alberto Puliafito)





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"Orientation" by Birocratic - disponibile su Bandcamp:
https://birocratic.bandcamp.com/track/orientation




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Key points in this episode

Cosa è meglio? Usare l’io e il tu nel presentare un podcast o un video, o usare il io/noi e voi?


Come la penso:

◾Chi mi ascolta è da solo.
Le persone non si radunano in gruppi per ascoltare le puntate del mio podcast o i miei video.


◾Mi piace differenziarmi dai vecchi media e da chi li imita senza neanche esserne consapevole
*I vecchi media come la TV usavano il noi e il voi perché spesso c’era un audience dal vivo in studio


◾Il noi e il voi separa. Non avvicina.


◾Il noi e voi generalizza. L’io e il tu personalizza


◾Io e tu avvicina. Crea un dialogo. Fa sentire delle emozioni
(si vabbè ma tu lo sai che non sta parlando proprio a te… Si, è vero, ma è anche vero che al cinema nonostante tu sappia che è un film, ti metti paura, ti emozioni, piangi. O no?)


◾A me interessa creare relazioni. Come posso crearle usando il noi e il voi?


◾Usando il linguaggio dell’io e tu, riesco ad esprimermi in maniera più diretta, semplice e autentica, proprio come se stessi parlando con una persona che conosco, e che, attenta, mi guarda negli occhi e mi ascolta.


✅Hai migliaia di pubblici di una persona. Non un audience di migliaia di persone.





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"Swing Low" by Birocratic - disponibile su Bandcamp:
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Key points in this episode

Per aumentare la tua visibilità così come la tua autorevolezza, credibilità e reputazione online, ci sono altre decine di format interessanti, utili e originali, che non solo forniscono tanto valore ma che sono anche strumenti ideali per differenziarsi dalla concorrenza.

Oltre ai dieci e più tipi di “contenuti che spaccano” che ti ho già fatto conoscere nelle nove puntate precedenti, in questo episodio del podcast “da Brand a Friend” te ne suggerisco altri otto.


◾Podcast - si, in particolare se hai la capacità di comunicare in maniera chiara e sintetica, senza perderti nei tuoi stessi discorsi, e se sai trasmettere energia ed emozioni attraverso le tue parole.

Ha di particolarmente buono, che non richiede grosse competenze tecniche per essere realizzato, le attrezzature necessarie sono a basso costo e può essere prodotto anche interamente con uno smartphone.

Non ideale per chi parla un sacco senza saper cristallizzare l’essenza di ciò che vuole dire in poche parole. Ideale per chi ha una forte voce “dentro” che vuole esprimersi e far sentire il suo punto di vista.

Consente di far sentire la tua voce. Di raccontare storie che sono l’elemento che più coinvolge le persone.

Ha il grandissimo vantaggio di poter far “immaginare” le persone, rendendolo molto più potente da questo punto di vista del video. L’ascoltatore partecipa attivamente al podcast dipingendo nella sua mente ciò che viene raccontato o descritto nel podcast.

E’ un medium che consente a chi ne usufruisce di poter fare altre cose allo stesso tempo. Posso ascoltare un podcast mentre guido la macchina, mentre sono in viaggio, mentre faccio palestra o mentre lavo i piatti. Non è possibile fare la stessa cosa con un articolo scritto o con un video.

E’ anzi un complemento ed un’alternativa agli articoli ed ai video da cui può essere facilmente derivato.

Ha la caratteristica di essere diretto, personale, intimo. Dura nel tempo. E’ periodico.

Strumenti utili:
Spreaker.com
Anchor.fm
Audacity



◾Web Radio
A differenza dei podcast la web radio è un canale digitale sempre in onda su Internet. Possiamo considerarlo un format perché consente di creare un flusso di contenuti continuo. Una web radio può contenere contenuti in diretta e contenuti registrati. Offre l’opportunità di fare dirette, con interviste e ospiti, di seguire eventi dal vivo, e di curare i contenuti di un podcast riprogrammandoli e organizzandoli in serie.

Per chi volesse usarla per fare una canale musicale legato al brand, è necessario tenere in seria considerazione l’elemento diritti di autore, poiché questo è un costo non indifferente. Per maggiori info: https://www.siae.it/it

Strumenti utili:
https://Radio.co
(piattaforma tipica per creare una web radio - non sono inclusi i costi dei diritti d’autore da pagare se si trasmette musica commerciale)
https://Radionomy.com
(consente di trasmettere musica commerciale senza pagare i diritti)



◾ Esercizi
Altro format raro e interessante sono gli esercizi e le pratiche guidate. Collezioni di metodi per fare delle cose specifiche.

Esempi:
https://toolbox.hyperisland.com/
https://www.circulardesignguide.com/methods
http://www.liberatingstructures.com/



◾Liste di fonti (feed RSS)
Formato rarissimo quanto utile. Creare liste di feed RSS di fonti e autori rilevanti per un argomento specifico e condividerla pubblicamente con i propri lettori, di modo che anche loro, usando Feedly o un altro lettore di feed RSS, possa seguire da un unica interfaccia tutti gli aggiornamenti rilevanti su un argomento specifico.

Maggiori info:
https://www.studiosamo.it/feed-rss-blog/
https://www.mysocialweb.it/2009/09/30/che-cose-un-feed-rss/

Esempio di file OPML (raccolta di feed RSS)
https://gist.github.com/webpro/5907452

OPML Generator
https://opml-gen.ovh/



◾Dirette sui social con Q&A
Format molto diffuso, e di valore. La ricetta vincente è il fornire info base su un argomento specifico per 5-15 min max e poi rispondere in diretta a domande dal pubblico su quell’argomento specifico.

Esempi:
https://www.facebook.com/groups/fattidiseo/



◾Classifica - Best Of
Raccolta ordinata dei top performer in un settore specifico: tools, siti web, blog, negozi online, articoli su temi specifici, libri, etc.

Esempi:

Top 100 Negozi online fatti con Shopify
https://ecommerceranker.com/

Top 200 tools per l’apprendimento
https://www.toptools4learning.com/

Top Collaboration Tools
https://collaboration-software.financesonline.com/c/collaboration-tools



◾Timeline
Visualizzazione cronologica di eventi legati ad un argomento specifico.
La storia di qualcosa illustrata attraverso le tappe della sua evoluzione.
La storia di un argomento attraverso la cronologia degli autori, protagonisti e personaggi che ne hanno fatto la storia.

Esempi:
https://www.targetprocess.com/blog/42-timelines-is-the-answer/
https://www.webdesigndev.com/timeline-design/
https://venngage.com/blog/timeline-template/
https://www.pinterest.pt/pin/550354016945516080/

Wordpress templates for publishing timelines
https://www.webdesigndev.com/timeline-design/



◾Lista di Esperti di Settore
Elenco (idealmente commentato) di esperti in un settore specifico.

Esempi:
Liste di esperti di marketing
https://peertopeermarketing.co/digital-marketing-experts/
https://www.lindseya.com/top-50-digital-marketing-experts/
https://www.socialtools.me/blog/en/38-online-marketing-experts/
https://bloggingx.com/digital-marketing-experts/

Lista di sviluppatori esperti di Google
https://developers.google.com/community/experts/directory

List of experts in the field of protection and preservation
https://www.un.org/Depts/los/settlement_of_disputes/expertsunclosVIIInov2002unep.pdf

List of computer science experts
https://cs.unc.edu/research/experts/






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"Cinematosis" by Birocratic - disponibile su Bandcamp:
https://birocratic.bandcamp.com/track/cinematosis-2



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Key points in this episode

Un contenuto di valore che può essere mantenuto e arricchito negli anni, facendo risparmiare molto tempo ai propri lettori e offrendo la possibilità di apparire come consiglieri esperti, è il calendario di eventi in una specifica nicchia di mercato.

Creare e tenere aggiornato un calendario di eventi che raccoglie e fornisce le info essenziali su tutti gli eventi in uno specifico settore, o che possono essere rilevanti ad una specifica nicchia/tribù è senza dubbio una tipologia di contenuto molto più utile e apprezzato del tipico articolo o blog post.


◾Problema:
Essere aggiornati su tutti gli eventi di un settore specifico. Come fare per sapere che eventi rilevanti ci sono legati a quel settore durante i prossimi 12-18 mesi senza doverli cercare uno per uno?


◾Definizione:
Calendario pubblico che raccoglie e organizza tutti gli eventi e conferenze per una specifica nicchia di mercato.


◾Utilità:
Risparmia tempo a coloro che sono interessati.
Consente di poter avere un quadro completo degli eventi in un settore specifico.
Crea una risorsa utile che può durare all’infinito nel tempo.
Offre opportunità per sponsorizzazione.


◾Ingredienti chiave:
Completezza
Commento e indicazioni
Contesto
Presentazione e chiarezza
Aggiornamento



◾Esempi:

• Boraso - Calendario 2019
https://blog.boraso.com/save-the-date-i-principali-eventi-marketing-e-digital-del-2019-da-segnare-in-agenda-0

• Mostre D'Arte in Italia
https://www.zingarate.com/italia/mostre-arte-2018-italia-calendario-date.html

• Mostre D'Arte a Roma
http://www.arte.it/calendario-arte/roma/2020/03/11/

• Eventi di marketing per il settore farma
https://www.digitalmarketingfarmaceutico.it/agenda-eventi-digital-2020/

• Eventi di web marketing
https://it.semrush.com/blog/calendario-eventi-web-marketing/

• Conferenze di Email Marketing (US)
https://taxiforemail.com/blog/20-awesome-email-marketing-conferences-in-2020/

• Startup Italia
https://startupitalia.eu/121396-20200207-eventi-digitali-non-perdere-dal-17-al-23-febbraio-2020?cn-reloaded=1
https://www.startupdigest.com/digests/italy
https://www.startupdigest.com/digests/italy#modal-subscribe

• Startup Digest: Emil Abirascid
https://www.startupdigest.com/digests/italy





◾Strumenti e Tool:

Google Calendar
Qualsiasi tool per pubblicare contenuti, post, blog.






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Info Utili


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"Blue hour" by Birocratic - disponibile su Bandcamp:
https://birocratic.bandcamp.com/track/blue-hour




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Key points in this episode

Nonostante siano in così tanti a pubblicarla, sono pochissimi quelli che inviano una newsletter che gli abbonati attendono con interesse e curiosità. Facci caso.

Anche in questo caso non è il format che fa la differenza, quanto la tipologia del contenuto, il suo carattere e utilità. Per questo penso che la newsletter possa assolutamente essere una tipologia di contenuto che spacca, allorché è realizzata non per essere un bollettino di promozioni, vendite e offerte scontate, ma per essere un veicolo di dialogo e di risorse utili e a fuoco sugli interessi dei propri lettori.


◾Problema:
Tenere aggiornati i nostri clienti e potenziali tali, in maniera da risultare utili e preziosi in un settore specifico. Avere un canale preferenziale dove comunicare con loro e dove poter segnalare novità, prodotti/servizi e offerte degne di nota senza essere pedanti e costantemente in pressing per fare una vendita.


◾Definizione:
Newsletter: Contenuto periodico inviato a clienti e potenziali persone interessate via email.


◾Utilità:
La newsletter consente di avere un dialogo più diretto, personale, intimo con i propri lettori, clienti e con tutto il nostro network di contatti. La newsletter arriva nella casella personale di ciascun iscritto, e non appare pubblicamente su qualche pagina di sito o social. E’ un messaggio personale, che come per la posta fisica, può essere realmente molto personale e interessante, o all’estremo opposto essere come un volantino pubblicitario inviato via email.

Può fare da indice e raccoglitore di ciò che pubblichi altrove. Può fungere quindi da riassunto/sommario/indice di ciò che pubblichi online.


◾Ingredienti chiave:
Fuoco.
Rilevanza e utilità pratica.
Personalità / Carattere.
Linguaggio.
(Ove appropriato) Raccolta (del meglio che hai pubblicato).



◾Esempi:

Try This! - Ren LaForme
https://www.poynter.org/try-newsletter/

Not a Newsletter - Dan Oshinsky
(former Director of Newsletters at BuzzFeed and The New Yorker)
https://newsletters.inboxcollective.com/h/t/2305C124BEDDAEE9

NomadiDigitali - Alberto Mattei
http://nomadidigitali.it



◾Tool & Strumenti interessanti per realizzarla:

Mailchimp.com
Aweber.com
Getresponse.com

+

Revue - consente di raccogliere e mettere da parte link e risorse interessanti, da utilizzare come contenuti per la newsletter. https://www.getrevue.co/

FlashIssue.com - funziona con Gmail.com - prezzi competitivi

Goodbits.io - funziona in tandem con uno dei servizi classici di invio newsletter. Il suo forte, come per Revue è la possibilità di raccogliere e salvare link e pagine interessanti durante il proprio lavoro che andranno a formare i contenuti per la newsletter.

Publicate.it - come Goodbits aiuta a curare contenuti da fonti diverse e funziona in tandem con un servizio di invio newsletter tradizionale.

Substack.com - piattaforma di creazione e distribuzione di newsletter di qualità
Medium.com per le newsletter - integra funzionalità di monetizzazione - è a costo zero.

Tinyletter.com - Essenziale, ma funzionale. Versione ridotta al nocciolo di Mailchimp. Per chi vuole iniziare spendendo zero, o per chi ha meno di 5000 abbonati e non vuole spendere più per servizi a pagamento.





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Info Utili


• Musica di questa puntata:
"Man cheeney" by Birocratic - disponibile su Bandcamp:
https://birocratic.bandcamp.com/track/man-cheeney-2




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Key points in this episode

Una delle tipologie di contenuto più utili e preziose che è possibile creare oggi è il newsradar.
Un newsradar è una selezione curata periodica delle migliori notizie / contenuti che escono su uno specifico argomento.


◾Problema:
Con il proliferare esponenziale di contenuti e fonti diventa sempre più difficile poter leggere tutto ciò che viene pubblicato su un qualsiasi argomento.

Chi è in grado per competenza di poter svolgere questo ruolo su un argomento specifico ha la possibilità di posizionarsi come punto di riferimento di settore e di offrire un servizio estremamente utile (e che risparmia un sacco di tempo) ai suoi lettori.

Un newsradar soddisfa quindi l’esigenza di chi desidera restare aggiornato su un argomento specifico, su un settore commerciale o su un interesse particolare senza dover cercare alla rinfusa su Google.

Si lo so è possibile iscriversi a newsletter di settore, seguire gruppi, siti web e blog dedicati all’argomento, ma il dover girare e andare a visitare tutti questi posti richiede tempo, fuoco e dedizione, perché fra decine e decine di cose che vengono pubblicate ce ne sono solo pochissime che sono veramente rilevanti e utili.

La soluzione quindi a questo problema è quello di trovare uno o più esperti di settore e di creare un framework fatto di strumenti e procedure che consente di monitorare una serie di temi e fonti specifiche, di aggregarne i loro contenuti di modo da poter valutare e selezionare i contenuti e i post più rilevanti da pubblicare.

Un newsradar infatti può essere ad uso personale o pubblico. Un newsradar può essere una fonte di apprendimento e di aggiornamento personale così come un servizio che può essere offerto pubblicamente gratuitamente o a pagamento.



◾Definizione:
Un newsradar è un flusso di notizie che raccoglie e organizza tutte le notizie più rilevanti su un tema specifico.

Al livello minimo un newsradar può essere un semplice un aggregatore automatico di notizie in grado di filtrare e raccogliere notizie su un tema specifico. Al livello massimo può essere una vera e propria piattaforma editoriale che, attraverso esperti di settore, seleziona, organizza e commenta/introduce le varie notizie, fornendo anche ulteriori info, contesto e approfondimenti.



◾Utilità:

▪ Per chi lo pubblica:

a) Opportunità per tenersi sempre aggiornato

b) Accresce immagine di competenza

c) Autorevolezza (allorché introduce e contestualizza le news selezionate)


▪ Per chi lo consulta:

a) Risparmia tempo e risorse nel cercare di seguire tutte le notizie rilevanti in un certo settore, delegando ad una fonte esperta questo compito.

b) Consente di scoprire e conoscere fonti e autori rilevanti

c) Consente di interpretare e comprendere meglio la rilevanza di ciascuna notizia attraverso l’opinione e il commento di chi la seleziona.



◾Esempi di newsradar:

• Techmeme -
https://techmeme.com/

• Vocegiallorossa -
https://www.vocegiallorossa.it/

• Corona Virus Outbreak -
https://app.cronycle.com/feeds/82671

• Personal Finance Blogs -
https://personalfinanceblogs.com/

• Finanza - di Marco Bazzo
https://t.me/myDigitalFin

• Content Curation World - Flipboard
https://flipboard.com/@robingood/content-curation-world-9pgk3c6gz

• Content Curation World - Scoop.it
http://curation.masternewmedia.org/



◾Caratteristiche vincenti:

Fuoco - fuoco specifico su un argomento (problema, interesse, esigenza) e su un pubblico specifico interessato a quell’argomento

Punto di vista - intro/comment - Introduzione alla notizia che includa idealmente
a) sotto-argomento/categoria all’interno del settore curato
b) sintesi estrema del cuore della notizia
c) rilevanza nel contesto del newsradar (che fuoco / che pubblico) (perché leggerla e approfondire).

Categorizzazione - la categorizzazione in sotto-settori di tutte le notizie e risorse selezionate rende più facile la consultazione, l’individuare notizie di interesse, l’archiviazione e la ricerca.

Aggiornamento e costanza - va monitorato praticamente ogni giorno o quasi (a seconda del settore) ed aggiornato su base giornaliera o settimanale per essere di utilità come servizio pubblico.

Formattazione / Presentazione - come sono organizzate, disposte e formattate le notizie all'interno del newsradar per facilitarne la scansione e la lettura.



◾Strumenti :

Per tenere sott’occhio tutte le fonti/siti e gli argomenti che ti interessano
https://Feedly.com

Per creare una newsletter personalizzata che traccia parole chiave e fonti da fonti che selezioni tu
https://Mailbrew.com

Per creare un newsradar tematico su un argomento specifico senza dover avere un sito web
https://Flipboard.com
https://Scoop.it
https://Cronycle.com
https://AndersPink.com

E’ altresì possibile pubblicare un newsradar utilizzando uno di questi canali:
Twitter
Telegram
La propria newsletter
Una sezione del proprio sito/blog




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Info Utili


• Musica di questa puntata:
"There for ya" by Birocratic - disponibile su Bandcamp:
https://birocratic.bandcamp.com/track/there-for-ya-2




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Key points in this episode

Contenuti che Spaccano: Tool su Misura


◾Definizione: Tool su misura sviluppato per i propri fan e lettori.


◾Utilità/Valore: Specificità. Risolve un problema preciso. Semplice, facile da usare.
Risparmia tempo. Aiuta a fare cose che altrimenti non sarebbero state possibili, o che avrebbero richiesto molto tempo.


◾Esempi:

Elimina il background a qualsiasi immagine - Trace by StickerMule
https://www.stickermule.com/eu/trace/

Ad Spend Calculator by Qwirl - aiuta a calcolare in maniera semplice e veloce una serie di valori utili per chi fa pubblicità online.
https://qwilr.com/ad-spend-calculator/index.html

Interessante questo servizio che offre template di app già pre-costruire e che possono essere personalizzate per il proprio pubblico con costi esigui:
https://zeroqode.com/templates

SocialMediaFormatter - Aiuta a formattare post su Facebook e su altri social media, consentendo di lasciare più righe vuote fra un paragrafo e l'altro. Creato per i miei lettori grazie all'aiuto dei supporters su Patreon. (Così come i due tool che seguono)
http://smf.robingood.com

Iconbox - Rende semplice e immediato il poter trovare qualsiasi simbolo grafico, icona, emoji e il poterlo immediatamente utilizzare in qualsiasi app.
http://ib.robingood.com

Habit tracker - Aiuta a tenere traccia di nuove abitudini e routine potendo facilmente marcare quelle svolte e quelle no su un calendario visivo.
http://habtrack.robingood.com






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Info Utili


• Musica di questa puntata:
"Do Gooders" by Birocratic - disponibile su Bandcamp:
https://birocratic.bandcamp.com/track/do-gooders



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Key points in this episode

Contenuti che Spaccano: Toolkit


◾Definizione: Una selezione di tool / strumenti utili *e complementari fra di loro* per svolgere un certo compito.



◾Utilità / Valore: Facilita la realizzazione di un certo compito o task fornendomi più tool che semplificano, accelerano, e/o migliorano la qualità o altre caratteristiche del lavoro da svolgere.



◾Esempi:

Video Toolkit 2018 - mini-tour "da Brand a Friend"
Decine di toolkit raccolte insieme per vari task specifici per chi fa o produce video
https://www.dropbox.com/s/fk34gag9n90l7w6/DBAF-Video-Communication-Toolkit-RobinGood-2018.pdf?dl=0

Guide to Crap Detection Resources (realizzato in collaborazione con Howard Rheingold)
https://docs.google.com/document/d/163G79vq-mFWjIqMb9AzYGbr5Y8YMGcpbSzJRutO8tpw/edit?usp=sharing

Teacher Toolkit
Set di tool e pratiche utili per insegnare e coinvolgere gli studenti
http://www.theteachertoolkit.com/index.php/tool/all-tools

Toolkit of Methods for Human Centered Design - IDEO
https://www.designkit.org/methods

Athlete Personal Brand Toolkit
Set di tool, risorse e letture consigliate per gli atleti delle Olimpiadi 2020 per curare il loro personal brand
https://www.olympic.org/athlete365/personalbrand/

Designer Toolkit
Una libreria di caratteri, colori e risorse utili per web designer e sviluppatori
https://www.colorsandfonts.com/






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Info Utili


• Musica di questa puntata:
"Soft Focus" by Birocratic - disponibile su Bandcamp:
https://birocratic.bandcamp.com/track/soft-focus




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Key points in this episode

Contenuti che Spaccano: Template e Checklist


◾Definizione:

a) Template: una matrice modificabile e personalizzabile. Un modello personalizzabile per svolgere un compito specifico.

b) Checklist: Un elenco ordinato di tutti i passi da fare e/o tutti gli elementi da verificare per portare a termine con successo un certo compito.



◾Utilità / Valore:

a) Template - Fa' risparmiare tempo e integra l’intelligenza e l’esperienza di un esperto al suo interno. Se è un design template, c’è già integrata la competenza di uno o più designer. Se è un template di una lettera vendita, c’è integrata l’esperienza e la competenza di un copywriter.

b) Checklist - Garantisce qualità e precisione nell’esecuzione o nella verifica di un compito complesso, fatto di tanti sotto-compiti. Garantisce coerenza nella produzione.




◾Esempi:

a) Template:

- Canvas Collection (ottima collezione di canvas / template per moltissimi tipi di utilizzo)
Le canvas sono un esempio eccellente di template modificabile e con utilità e appeal immediato.
http://masterfacilitator.com/canvas-collection/

- Selfone - Ottimo template per presentare professionalmente una nuova mobile app
(funziona con PowerPoint. Keynote e con Google Presentazioni)
https://en.selfone.slidor.fr/

- Personal Branding Canvas - Luigi Centenaro
https://bigname.pro/personal-branding-canvas/

- Sales Letters Templates
https://www.biztree.com/category/sales-letters

- Follow-up Emails Templates
https://www.hubspot.com/sales/sales-follow-up-email



b) Checklist:

- Facebook Ads Creation List
https://www.process.st/checklist/new-facebook-ads-creation-checklist/

- The Ultimate Webinar Checklist
https://cdn2.hubspot.net/hub/53/file-454008312-pdf/Webinar_Checklist.pdf

- Podcast Publishing Checklist
https://www.process.st/checklist/podcast-publishing-checklist/

- Video Guide Checklists
https://awesome.vidyard.com/rs/273-EQL-130/images/9%20Types%20of%20Video%20Guide.pdf



N.B.: Ti segnalo anche questa piccola app gratuita che ho creato con l'aiuto dei miei sostenitori su Patreon proprio per creare delle checklist. Il mio strumento nasce soprattutto per soddisfare l'esigenza di documentare all'interno del proprio team/azienda i passi e le verifiche indispensabili da eseguire allorché c'è da eseguire un compito complesso.

Checklist Builder (mini app sviluppata con l'aiuto dei miei sostenitori su Patreon)
http://checklistbuilder.robingood.com







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"Sleepyface" by Birocratic - disponibile su Bandcamp:
https://birocratic.bandcamp.com/track/sleepyface




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Contenuti che Spaccano: Libri e Film

◾Definizione: a) Lista di libri (o film) selezionati su un argomento specifico, con la tua personalissima recensione che dica il perché hai trovato quel libro così interessante da volerlo consigliare.

b) Reading List. Percorso di letture consigliate di autori diversi per familiarizzarsi o per approfondire un argomento specifico. Le letture nel percorso possono essere integrate anche da audio e video.



◾Utilità / Valore: a) Lista di libri (o film / video) - Vale molto perché per poter fare un buon lavoro devi aver letto molto più libri di quelli che consigli e devi averli assorbiti così bene da poterli comparare e sintetizzare per gli altri.

b) Reading List. Risparmia molto tempo a chi desideroso di saperne di più su un certo argomento, trova un percorso già chiaro tracciato da un esperto. Evita di buttare del tempo nel tentare di affrontare argomenti che non potrebbero non risultare chiari, se prima non si sono letti e compresi altri elementi.


◾Esempi:

a) Lista di libri.
I Migliori Libri di Marketing - Raffaele Gaito
https://www.raffaelegaito.com/migliori-libri-di-marketing/

b) Reading List.
Mastering Landing Pages
https://adespresso.com/blog/landing-pages-resources/

Content Curation Guide - Robin Good
https://web.archive.org/web/20200105163153/http://web.archive.org/screenshot/https://gibbon.co/RobinGood/content-curation-guide

Social Media Marketing TextBook - Laurie McKenna Mega
https://www.linkedin.com/content-guest/article/37-links-ive-turned-content-social-media-marketing-mckenna-mega



N.B.: Nonostante sembri un'idea relativamente originale, ci sono pochissime liste di libri su un argomento specifico che sono ben fatte e curate. Le "reading list" poi, almeno nell'accezione di percorsi di lettura guidati, sono ancor più rare. La fatica invece di organizzare e ordinare le letture consigliate in modo che possano essere scelte anche in base al proprio livello di preparazione offre grande valore e notevole risparmio di tempo.






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• Musica di questa puntata:
"Sombre, Green" by Birocratic - disponibile su Bandcamp:
https://birocratic.bandcamp.com/track/sombre-green




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Contenuti che Spaccano: Directory di Settore

◾Definizione: Elenco esaustivo annotato/commentato di elementi che compongono una specifica categoria.


◾Utilità / Valore: Fornisce un panorama/mappa completa di un certo ambito, una vista di insieme. Risparmia moltissimo tempo a chi è alla ricerca di una risorsa in quel settore. Può essere usato come strumento di riferimento e consultazione nel tempo.


◾Esempi: Directory di riviste Italiane che parlano di musica - MusicPromoter.it
https://www.musicpromoter.it/riviste-siti-musicali-italia

Crowdfunding per musicisti
Servizi per fare siti web per musicisti
https://www.musicpromoter.it/promuovere-musica-online-guide/

RSSTop55 - Guida ai siti dove sottomettere il tuo feed RSS - MasterNewMedia
http://web-marketing.masternewmedia.org/rsstop55-best-blog-directory-and-rss-submission-sites/

Dizionario dei Codici E - Catalogo degli Additivi Alimentari - La Leva di Archimede
http://www.laleva.org/it/alimenti/Enumbers.pdf

Guida Completa ai Tipi di Contenuto e Formati Editoriali - MasterNewMedia
http://it.masternewmedia.org/guida-completa-tipi-di-contenuto-formati-editoriali

Lista dei siti per trovare lavoro a Malta - Vivere a Malta di Carlo Gatto
https://www.vivereamalta.com/siti-cerca-lavoro-a-malta/






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Info Utili


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"Jon Gordo" by Birocratic - disponibile su Bandcamp:
https://birocratic.bandcamp.com/track/jon-gordo




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Contenuti che Spaccano: Esempi di Successo

◾Definizione: Collezione di esempi rappresentativi su un determinato argomento/tema, commentati e illustrati in dettaglio.

◾Utilità / Valore: Offre una panoramica attraverso gli occhi di un esperto del settore di esempi di successo in un'area specifica. Consente di esplorare metodologie, pratiche, tecniche e approcci che caratterizzano risultati efficaci. Risparmia tempo a chi non è esperto nel poter individuare esempi e riferimenti da cui prendere ispirazione ed esempio.

◾Esempi: Storie di Successo - Nomadi Digitali
https://nomadidigitali.it/storie


Le Routine di Studio dei Grandi Batteristi - Dado Bertonazzi
https://suonarelabatteria.it/le-routine-di-studio-dei-grandi-batteristi-848c3fd202f4


Esempi di ricette che funzionano - Dieta Nutrizionista.bio
https://www.facebook.com/groups/nutrizionista.bio/


Esempi di podcast interessanti - “Ascoltare Podcast” di Stefano Dario
https://t.me/ascoltarepodcast


Esempi di pagine FB di Musicisti e Cantanti a cui ispirarsi
di Fabrizio Pucci - MusicPromoter.it
https://docs.google.com/presentation/d/1fE5t3OyBScfmGpt8RNNHgkwC7bMb5AUWPdgf6TZQwws/edit?usp=sharing


Esempi di tattiche di marketing di successo - Marketing Examples newsletter
https://MarketingExamples.com


Esempi di user-onboarding di successo - Useronboard
https://useronboard.com


Esempi di pagine landing ben fatte - LandingFolio
https://LandingFolio.com


Esempi di modelli di business di successo - BusinessModelGallery
https://BusinessModelGallery.com


Esempi di approcci per meeting 1:1
https://askalmanac.com/articles/5342/75-approaches-to-1-1-meetings-from-top-tech-leaders




Nota: In molti si preoccupano costantemente di non menzionare altri professionisti, aziende e prodotti e servizi di altri per paura di dargli visibilità. Ma la gente non è stupida. La figura che si fa è sempre meschina nel non dire apertamente i nomi di chi le cose le fa' bene.
Quello che si perde di vista è il fatto che il segnalare altri esperti o aziende di qualità, innalza automaticamente la propria reputazione, credibilità e autorevolezza, perché da’ dimostrazione di conoscenza del settore al punto da poter suggerire e motivare il perché delle selezioni offerte.






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Info Utili


• Musica di questa puntata:
"Favela Beat" by Birocratic - disponibile su Bandcamp:
https://birocratic.bandcamp.com/track/favela-beat




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Key points in this episode

Cercare sempre temi nuovi, o andare a fondo su quelli essenziali. Cosa è meglio?


L'altro giorno ragionavo sul fatto di quanti anni siano che io in fondo parli sempre di certe cose. Condivisione, ascolto, creazione di contenuti di valore, nicchie di mercato. Superficialmente potrei sembrare monotono, o sorpassato. E mi domandavo se era in realtà così.

La risposta è che i pilastri fondamentali della mia filosofia di comunicazione e marketing sono invariati. Possono cambiare le tattiche, i tool e gli strumenti, ma l'approccio e i principi fondamentali rimangono gli stessi.


Per chi produce contenuti online, quindi cosa è più appropriato fare? Affrontare i temi classici della sua nicchia, tornandoci sopra periodicamente, oppure cercare sempre nuovi argomenti e tematiche da affrontare?

In passato e fino a poco tempo fa’, ero un forte sostenitore del partito “cerchiamo cose nuove e nuovi argomenti e temi interessanti”, ma recentemente ho cambiato opinione.

Ho riflettuto e realizzato che avere un fuoco preciso e mantenerlo, è un asset, non è un handicap.

Ho capito che anche su quelli che sono i temi centrali del proprio settore si può andare a fondo per migliaia di chilometri.

Ho realizzato che le stesse tematiche possono essere affrontate con gli occhi di tribù differenti, che hanno dubbi, perplessità e domande diverse dalle altre.

Ho capito che anche se i temi e le problematiche centrali alla mia nicchia non sono infiniti, la mia filosofia su come gestirle si evolve e migliora nel tempo. Oggi, non dico le stesse cose che dicevo cinque anni fa. Riesco ad avere maggior risoluzione e profondità su quello stesso argomento, perché nel frattempo ho fatto più esperienza.

Poi, un giorno ho anche fantasticato che i temi frequenti e centrali al proprio settore di interesse sono l’equivalente dei grandi successi di un cantante. Non è che perché li ha già cantati, che la gente non li vuol risentire più. Anzi...


I tuoi temi fondamentali sono le tue canzoni di successo e le persone amano riascoltarle più e più volte, magari in interpretazioni diverse.



Morale della favola: il sapere individuare bene quali sono i propri argomenti chiave, quali sono le proprie”canzoni di successo”, analizzarle periodicamente e ripresentarle sotto tagli diversi, è cosa buona e giusta.

Si può parlare di uno stesso argomento per decine di volte ma ogni volta approfondirlo di più, analizzandolo da angolazioni diverse, in situazioni e contesti differenti o in relazione a strumenti e tool diversi.

Un argomento, un problema, un concetto non si esaurisce mai. E tanto più è di interesse per il tuo pubblico e centrale alla risoluzione dei suoi problemi principali, tanto più volentieri ne vorrà sentir parlare.






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Key points in this episode

Appena conosciuto l’uomo delle scarpe speciali, incontrato a SMXL Milano, ci siamo proposti di uscire subito insieme per mangiare qualcosa e per conoscerci meglio.

La mia proposta è stata subito quella di andare a farci un Panino Giusto. Quel nome porta con sé così tanti ricordi ed emozioni, che per me è sempre una gioia, ora che da Milano non passo quasi mai, riassaporarli così come ai tempi gloriosi in cui ho iniziato a lavorare nei sotterranei di Milano 2.

Detto, fatto. Abbiamo cercato sullo smartphone quale fosse il più vicino - Panino Giusto Cherubini - e siamo andati. Io già avevo in testa e in bocca il desiderio di riprovare un Washington. Lo avevo riassaggiato dopo tanti anni in primavera a Varese, durante una delle tappe del 4° mini-tour, e mi era rimasto stampato in bocca.
E così, appena entrati, senza neanche verificare sul menu, ho ordinato subito un Washington.

Ma non era lo stesso. Qualcosa non quadrava. Il problema era che non c’era più la mozzarella di bufala. Al posto suo aveva trovato il posto una robiola cremosa. Una specie di Philadelphia che non aveva nulla a che fare con la corposità e il sapore caratteristico della mozzarella di bufala.

Sono rimasto deluso. Ho chiesto informazioni. Sono andato dove preparano i panini e ho chiesto spiegazioni. Cosa era successo alla mozzarella di bufala? Come mai era cambiato un classico come il Washington?

Lo staff della cucina mi ha risposto prontamente che il menu era cambiato proprio il giorno prima (inizio Novembre 2019) e che il Washington non era più con la bufala.

Non potevo crederci. I ricordi, i sapori, la voglia di Washington erano in lutto totale.

Sono tornato al mio posto e mentre raccontavo al mio nuovo amico Stefano cosa avevo scoperto, Chiara, la responsabile dello staff, si è avvicinata al tavolo e mi ha detto: “Ma se lei vuole, noi possiamo fargliene uno, di Washington, con la bufala. Non c’è problema.”

L’avrei sposata lì sul posto.

I miei occhi si sono illuminati di gioia, l’appetito è ricresciuto a mille e non stavo più nella pelle. Ma che bella cosa questo gesto di ascolto e di attenzione verso un cliente. Basta così poco a volte per far stare bene le persone. E basta ancora meno, - il non fare nulla - per lasciarle completamente deluse.

Fatto sta che mentre il Panino Giusto stava per perdere inesorabilmente punti di stima e affetto da parte mia, grazie a Chiara e al suo “andare oltre il dovuto” per soddisfare un cliente, lei prima di tutto, ma anche il Panino Giusto ha mantenuto e consolidato la sua posizione positiva nella mia memoria.


Morale della favola: Ascoltare, non dare le cose per scontate e andare oltre il dovuto nel trattare i propri clienti, fa una differenza enorme nella percezione che poi gli altri si fanno di noi. Questa semplice storia di vita di tutti i giorni, ci insegna, che di questi tempi, dove vanno tutti di fretta, dove pochi ascoltano e dove la maggior parte sono solo interessati a spremere il portafoglio del cliente, chi invece presta attenzione alle richieste dei suoi clienti ed a soddisfare le reali esigenze dei suoi clienti ottiene benefici e risultati che vanno ben oltre il mero profitto economico.

*Su TripAdvisor trovi la mia recensione a 7 stelle (con foto) a testimonianza di questa piccola avventura a lieto fine. https://www.tripadvisor.com/Restaurant_Review-g187849-d12592916-Reviews-Panino_Giusto_Cherubini-Milan_Lombardy.html




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Key points in this episode

Agli inizi di Novembre 2019 ero a Milano per l’evento SMXL che si teneva all’interno degli spazi della Fiera di Milano.

Il mio ruolo era quello del chairman per la traccia social media di questo evento internazionale che si tiene annualmente. Le mie responsabilità erano quelle di
a) individuare i temi caldi legati ai social media da trattare durante i due giorni dell’evento
b) di individuare gli speaker / esperti da far intervenire sul palco,
c) fare da intervistatore in alcune sessioni specifiche.

Il mio lavoro quindi si è svolto per lo più nei mesi e nelle settimane che precedevano l’evento per definire gli argomenti, il format della presentazione e quanto altro necessario relativamente alla logistica di ogni intervento.

Durante l’evento stesso ho avuto la possibilità di eleggere due abilissimi presentatori (Ryuichi Sakuma e Giulio Gaudiano) e grazie a loro ho avuto la possibilità di avere parecchia libertà durante i due giorni, per poter vedere da spettatore molte delle sessioni che avevo organizzato, così come il poter curiosare ed esplorare ciò che succedeva anche nelle altre “sale” dove si alternavano altri esperti sui temi della SEO e del “Paid Advertising”. Ho potuto curiosare, esplorare e guardare con occhi attenti, curiosi e critici, tutto ciò che mi circondava.

La location di per sé era piuttosto originale. Un enorme garage, dove contemporaneamente, in zone diverse, si alternavano speaker e presentazioni. Luci basse, fluorescenti lampeggianti in perfetto stile grunge, atmosfera dark e un po’ cyberpunk.

Ma due cose in particolare avevano colpito i miei occhi. Una De Lorean in perfetto stile “Ritorno al Futuro” e uno stand di scarpe a poca distanza.

La De Lorean, nonostante la sua età, e la chiara appartenenza ad un’epoca diversa, trasmetteva ancora un’idea di futuro e di novità, che si amalgamava bene nell’atmosfera cupa di quell’enorme garage.

Ma lo stand di scarpe, non riuscivo ad inquadrarlo proprio. Nonostante ci dovessi passare davanti ogni volta che mi recavo dall’ingresso all’area dove si tenevano gli eventi da me coordinati, ogni volta che ci passavo di fronte, mi dava la sensazione di essere come l’intruso nel classico gioco della Settimana Enigmistica. Un qualcosa che non c’entrava nulla con l’ambiente nel quale si trovava. Un “fuori luogo” comprato a suon di euro, per vendere, a me sembrava, cose che non avevano nulla a che fare con i temi trattati in quel contesto. O perlomeno così io pensavo nella mia testa.

E così sono passato davanti a questo stand di scarpe, decine di volte, sempre con una vocina nella testa che mi diceva: “Ma che c’entra uno stand di scarpe in un evento come questo? Che idea malsana.”

Poi, ad un certo punto, verso sera, mi sono trovato a girare intorno alla De Lorean, per guardarla più da vicino, e ho visto che quello che doveva essere il responsabile dello stand delle calzature e una ragazza scherzavano, mentre cercavano di fare una foto ad un paio di scarpe che avevano appoggiato sul cofano della macchina.

Mentre cazzeggiavano, io senza dire nulla, mi sono avvicinato alla De Lorean, ho spostato le scarpe nella parte anteriore del cofano, sopra i fari, e ho scattato una foto particolare. Avevo visto un inquadratura “forte” e non volevo farmela scappare. Fatta la foto, sono andato diretto dal ragazzo che avevo intuito fosse il responsabile delle stesse e, di nuovo, senza dire nulla, gli ho mostrato, sorridendo, lo scatto appena fatto.

A quel punto è scattato qualcosa. Simpatia? Voglia di conoscersi? Curiosità? Deviazione professionale? Non so, ma credo sinceramente che sia stato un mix di tutte queste cose.

Fatto sta che quello che è successo dopo non avrei mai potuto immaginarlo.

Io per conto mio, gli ho spiegato quanto avessi snobbato quello stand, quanto lo avessi ritenuto fuori luogo, e alieno al resto dello spazio intorno. Gli ho detto che avevo addirittura pensato che fosse uno stand di scarpe per bambini e che quindi, se non fosse stato per il fortuito incontro sul cofano della De Lorean, non mi sarei mai fermato a cercare di capire di più. Gli ho smontato (concettualmente) l’unico elemento visivo presente nel suo stand, dicendo che non comunicava in maniera chiara e immediata la peculiarità del suo prodotto.

Gli ho detto anche che il nome faceva cagare, era difficile da pronunciare, da dire al telefono e da ricordare. Gli ho detto anche che io non ero sicuramente nel suo target, e che certo non avevo per la testa di spendere 100€ e più per comprarmi un paio di scarpe per quanto originali.

Ma a quel punto, lui ha preso il controllo della storia e io ho cominciato ad ascoltare.

Per prima cosa lui mi ha fatto scoprire le sue scarpe attraverso il tatto e non attraverso gli occhi. Mi ha chiesto di chiudere gli occhi e mi ha fatto per la prima volta toccare con attenzione le sue scarpe.

Mentre ero ancora con gli occhi chiusi, mi ha chiesto: “Di cosa possono essere fatte le scarpe?”

E io: “Pelle, cuoio, plastica, tela… non saprei…”

“E tu cosa senti tra le dita delle tue mani Robin?”

“Io sento una cosa morbidissima che non è nessuno di quei materiali. Che cos’è?”

“Lana!” Lui mi risponde, mentre io riapro gli occhi e vedo il suo sguardo sorridente.

E così, Stefano, mi ha raccontato la storia delle Yuool e di come era nata l’idea.
Miscelare abito e calzatura, unendo le tradizioni di una casa di filati e tessuti di Biella e l’abilità produttiva di scarpe moderne di una startup brasiliana.


Le Yuool sono delle scarpe particolarissime, fatta di lana merinos. Una pantofola elegante. Lavabile. Idro-repellente. Fresca d’estate e calda d’inverno. Come va sotto la pioggia o al solleone non l’ho ancora sperimentato ma lo verificherò a breve.

A quel punto ho riconfermato a Stefano il mio disinteresse per il suo prodotto, nonostante l’interesse e la curiosità che la storia delle sue scarpe mi aveva suscitato. Gli ho detto che non era da me comprarmi delle scarpe per sfizio.

A quel punto lui, sempre sorridente, mi ha detto: “Scegli il modello che ti piace di più.” Io ho insistito: “Guarda che non le compro, non ne ho bisogno.”

Pacifico, lui ha insistito: “Dimmi quali ti piacciono di più…”

Le prende, e mi dice: “Provale. Facci un giro.” “Voglio solo sapere come le senti.”

Le calzo. Muovo alcuni passi. Pufffff…. Wow, mi sembra di camminare su una nuvola. La sensazione è quella di aver indossato delle morbidissime pantofole, che sono eleganti e originali da indossare. Mi sorprendo io stesso.

Lo guardo soddisfatto e manifestando la mia sorpresa, pronto a sedermi per toglierle e lui mi dice: “Robin, sono tue. Puoi tenerle addosso.”
“...ma a una condizione... “ “quale?”
“Che le indossi.”

“Affare fatto” gli ho detto.

Credo di non essere mai stato così contento di aver indossato un paio di scarpe e sono certo che non sono mai stato trattato così bene da un’azienda di scarpe fino ad oggi.

Il bello, è che non me ne sono andato ringraziando Stefano, del bellissimo omaggio, ma sono rimasto lì con lui e lo ho aiutato a smontare e a caricare il suo furgoncino alla chiusura dell’evento.

Pioveva. Non avevamo nulla da fare fino all’indomani, e abbiamo deciso di andare a mangiare insieme qualcosa per conoscerci meglio e condividere un po’ di racconti e storie. Ma questa è un’altra storia. La prossima.


Morale della favola: L’atteggiamento autentico e genuino, la voglia di condividere, di dare qualcosa prima di ricevere crea delle magiche situazioni nelle quali spesso escono tutti non solo con qualcosa di più in termini dei loro interessi e benefici, ma dove realmente nasce qualcosa che va oltre il business per il business. Il business crea spazio per la vita e per la bellezza dello stare insieme e dell’ascoltare le esperienze gli uni degli altri, rubandosi l’un l’altro energia ed ispirazione.







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Key points in this episode

Le Storie Bisogna Raccontarle Quando Sono Calde

Storytelling - prima pensavo mi fosse completamente alieno - mi domandavo ma come faccio a spiegare i concetti e le cose che so', attraverso delle storie? Troppo complicato, troppa fatica. ...e poi come diamine si fa'?.

Ho letto articoli e guide, dove ci sono trame, svolgimenti e schemi per fare storytelling, ma nonostante mi apparissero affascinanti, non sapevo come poterli mettere effettivamente in pratica.

Poi ho capito che sono storie semplici - che mi succedono in continuazione quelle che sono da raccontare.

Sono episodi e avvenimenti che succedono nella vita di tutti i giorni, ma che ci colpiscono per la loro unicità, originalità, umanità. Quando li viviamo, ci colpiscono emozionalmente e sentiamo che sono momenti magici. Ma il brutto è che dopo poco ce ne dimentichiamo, immersi come siamo sempre nell’inseguire la prossima preoccupazione.

Eppure in questi piccoli racconti di vita vissuta, è sempre possibile trovare degli insegnamenti utili, una morale, una lezione da apprendere per il futuro e ricollegabile a ciò che facciamo e al settore di mercato nel quale operiamo.

Esempio: mucche che vanno da sole a pascolare in un altro campo. Morale: mettile nelle condizioni ideali, dagli fiducia e rendi semplice il percorso e le persone come gli animali, possono fare da soli un sacco di cose.

Ma le lezioni più importanti sono due:

1) Le storie vanno annotate e catturate subito, appena sono successe, perché solo subito dopo riesci a coglierne tutta la magia e gli aspetti speciali, se ne prendi subito nota

2) Le storie vanno raccontate poco dopo l’evento almeno una volta. A caldo entro il minimo tempo possibile da quando sono avvenute, per far emergere attraverso il racconto le parti più emozionali, ancora vive nella tua memoria.





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Musica: "Prismatic" by Birocratic - disponibile su Bandcamp: https://birocratic.bandcamp.com/track/prismatic

Key points in this episode

Come scegliere immagini che siano di reale impatto per accompagnare i tuoi contenuti online?


*Problema*
Quando siamo alla ricerca di immagini in una libreria online, ci sono decine e decine di immagini fra cui scegliere, ma il nostro criterio di scelta è spesso molto soggettivo, basato sull'intuizione, e su ciò che ci piace o ci colpisce. Sarebbe meglio invece utilizzare dei criteri oggettivi per filtrare e selezionare le immagini che meglio si prestano a svolgere il ruolo di colpire l'occhio del lettore e di attirare la sua attenzione.


*Soluzione*
Utilizzare dei criteri "oggettivi" per la selezione delle immagini. Specificamente:
a) immagini semplici e
b) immediatamente riconoscibili dall'occhio umano. Anche in condizioni di visibilità non ideali.

Esempi:
1) Volti umani
2) Simboli
3) Icone
4) Segnali stradali
5) Oggetti isolati

Per rendere gli oggetti immediatamente riconoscibili puoi scontornarli usando uno di questi tool:
a) Remove.bg - 100% automatico (a pagamento)
b) Trace - 100% automatico (100% gratuito) - https://www.stickermule.com/eu/trace
c) ClippingMagic.com - manuale, ma più preciso e personalizzabile (a pagamento)




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Musica: "Chillin'" by baaskaT - disponibile su Bandcamp:
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Key points in this episode

Come trovare le immagini (gratuite) per i tuoi contenuti?

*Problema*
Tutti coloro che comunicano o pubblicano contenuti online hanno un crescente bisogno di trovare immagini di qualità, possibilmente a costo zero, per illustrare e comunicare efficacemente i concetti che desiderano trasmettere e per differenziarsi dalla concorrenza nella propria nicchia di mercato. Dove trovare fonti affidabili di immagini di buona qualità a costo zero? Come selezionare le immagini più appropriate fra decine e decine di immagini simili?



*Dove cercarle*
Ci sono letteralmente decine e decine di librerie di immagini gratuite online dove poter trovare immagini rilevanti, poterle scaricare e poterle utilizzare per i propri articoli o contenuti online senza dover pagare nulla.

Le principali librerie di immagini, tra quelle gratuite, che ti suggerisco di usare sono:

1) Unsplash.com
2) Pixabay.com
3) https://www.chamberofcommerce.org/findaphoto/
4) Pexels.com

Tutte le altre le trovi qui:
Librerie di immagini gratuite
- https://web-publishing.zeef.com/robin.good#block_3062_free-and-cc-licensed-images
- https://web-publishing.zeef.com/robin.good#block_18658_more-free-images-sources

Io utilizzo anche Freepik.com (a pagamento).

N.B.: Evita di cercare e usare le immagini che trovi su Google Immagini perché sono coperte tutte da copyright e per evitare di dover spendere tempo nel contattare gli autori e chiedere permessi.



*Come cercarle*
L’errore più frequente, che fanno tutti quanti è quello di cercare le immagini usando come ricerca la parola che vogliono illustrare. Di tutte le strade possibili questa è quella che da i risultati meno efficaci.

La tecnica che suggerisco di usare è il “Metodo Mantra”:

Visualizza nella tua mente, senza cercare sul computer, i simboli, gli oggetti o le immagini che per te rappresentano quel nome/soggetto/concetto che devi raffigurare.

Fai un elenco di alternative possibili.

Ora che hai una serie di immagini precise già individuate nella tua mente, cerca nella tua libreria di immagini preferita immagini simili, mentre reciti a mente la parola che vuoi illustrare, o meglio ancora il titolo che verrà abbinato a quell'immagine.

Noterai che fra le immagini che trovi nella libreria, alcune, si accoppieranno perfettamente al titolo o al concetto che vuoi rappresentare. Io dico che fanno "clac", come quando due calamite vicine si attaccano improvvisamente una all'altra. Ecco, quando avverti questo clac, fra concetto e immagine, vuol dire che hai trovato una buona immagine da usare.






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Musica: "Gold Nova" by baaskaT - disponibile su Bandcamp:
https://chillhop.bandcamp.com/track/gold-nova

Key points in this episode

Brand Personality. Qual è la Tua?
Informare o Vendere? Condividere o Promuovere?

Obiettivo: Differenziarsi. Caratterizzarsi. Essere riconoscibili e affidabili.
Credibile, genuino, autentico. Questo è il profilo del professionista o dell’azienda che ci ispira fiducia. Ma questa credibilità e genuinità è collegata direttamente al modo in cui questa persona o questa azienda comunica. E se nel comunicare indossiamo un carattere e una personalità che non sono effettivamente ciò che noi realmente siamo, questo si nota. Inoltre, se indossiamo più personalità per comunicare, non solo potremmo apparire meno credibili, ma potremmo intaccare proprio la credibilità della nostra parte più genuina. Ad esempio, consigliere di fiducia e venditore non si mischiano bene insieme, perché uno (il venditore) scredita l'altro (il consigliere di fiducia).



Problema:
Spesso quando comunichiamo online cadiamo in questa trappola. Cerchiamo di vendere facendo “gli amici”, “i simpatici” per non far pesare troppo la nostra attenzione nell’ottenere la vendita. Ma così ci facciamo più danno che bene, perché mischiando due caratteri che sono agli opposti (il consigliere di fiducia e il venditore), quello più forte scredita l’altro. Alla fine dei conti risultiamo più venditori facendo così, che non facendo i venditori e basta. Cercando di nascondere e ammorbidire la realtà la rendiamo alla fine ancora più evidente. La gente non è (tutta) stupida.



Soluzione / Strategia suggerita:
Individua qual è il carattere che meglio soddisfa le caratteristiche che i tuoi clienti più apprezzano in te. Cosa sei effettivamente per loro? Sei un esploratore, un fuorilegge, un amante o un saggio? Sei “l’eroe”, lo “scienziato” o colui che detta le regole? I 12 archetipi individuati da Carl Jung (psicologo svizzero 1875-1961) possono esserti di aiuto e ispirazione nell'individuare la personalità ideale per la tua attività, così come il carattere e il conseguente tono di voce da adottare in tutte le sue comunicazioni online (e off).

12 Brand Archetypes: The Definitive Guide:
https://iconicfox.com.au/brand-archetypes/



Sintesi:
Se non hai ben chiaro quale carattere personalità impersoni con la tua azienda / attività, rischi di mischiare più modi di comunicare risultando poco credibile, finto, non autentico. Individua la personalità ideale della tua azienda attraverso il lavoro sugli archetipi fatto da Carl Jung e usala come riferimento in tutte le comunicazioni online.





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Musica: "Flickshots & Quickscopes" by baaskaT - disponibile su Bandcamp:
https://chillhop.bandcamp.com/album/flickshots-quickscopes

Key points in this episode

Problema: Per un motivo o per l’altro quando si va a costruire il sito web si tende a pensare che l’ideale sia creare una sezione “Blog” per poi buttarci dentro una marea di ottimi articoli. Più ce ne metti e meglio è.

In realtà le cose, almeno dal mio punto di vista, non stanno così.

A. Non stanno così perché il blog, nasce per essere un diario di bordo, non un contenitore per articoli o news di vario argomento o natura.

B. Sia Google che i nostri lettori cercano specialisti e soluzioni a problemi precisi. Se quindi noi organizziamo in poche ma forti aree tematiche il nostro sito, invece che spezzettarlo in tante sezioni pressocché inutili (contatti, chi siamo, home, etc.9), svilupperemo una forte autorevolezza su quei temi.

C. Se mettiamo tutti i contenuti che produciamo in un’unica area (il famigerato blog) riduciamo l’impatto e l’autorevolezza di questi contenuti perché sono tutti mischiati insieme e sono linkati non all’interno di una struttura tematica, con altri articoli relazionati, ma in un unico calderone dove sono mischiati a contenuti su altri temi.


Soluzione / Strategia: Individua 2-3-4-5 temi chiave per la tua nicchia di mercato, e tutte le domande che le persone che sono tuoi potenziali clienti fanno su quegli argomenti. Scrivi una guida approfondita e di qualità per ognuna di quelle domande e organizza e ordina tutti questi contenuti in sezioni diverse del sito appropriatamente titolate.

Recap: Non creare una sezione blog dove buttare dentro alla rinfusa decine di articoli sui vari temi collegati al tuo servizio / settore. Individua i top temi chiave e crea delle aree del tuo sito da popolare con pochi contenuti di grande spessore che rispondono alle domande più tipiche e frequenti dei tuoi potenziali clienti.



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Musica: "2019003000011829_0" by Evoke Music - disponibile su: https://evokemusic.ai/

Key points in this episode

Problema - se non hai mai scritto… o non sei comunque uno scrittore professionista, da dove cominci? Come puoi aiutarti per stendere contenuti di vero spessore per il tuo sito?

Per me, le cose che fanno più differenza, sono poche e semplici.

1) Individua un titolo chiaro
per il contenuto che devi preparare e scrivilo. Fai in modo che sia diretto, semplice e chiaro e che dica chiaramente qual è l'argomento specifico che tratta e il problema risolve. Evita giochi di parole o titoli ironici. Usa il titolo come se fossi un bibliotecario che deve classificare un libro in maniera precisa.


2) Crea una Struttura
cosa conterrà il contenuto - suddividi in sezioni.
Ad esempio:
• Introduzione
• Il problema
• La soluzione
• In pratica cosa fare
• Come prepararsi
• Materiali e risorse utili
• Dove approfondire - bibliografia

*Facilitati il cammino trasformando questi titoli di capitoli in altrettante domande a cui rispondere. Ad esempio:

Perché hai scritto questo libro?
Cosa succede a chi mangia senza …?
Cosa si può fare per risolvere i problemi di cattiva digestione?
etc.


3) Usa un linguaggio appropriato per il tuo interlocutore
A seconda di chi è il tuo interlocutore adatterai il tuo linguaggio al suo, in modo da essere certo che ti possa comprendere al 100%.


4) Scrivi come parli
Scrivi i tuoi contenuti come se stessi parlando ad una persona che conosci che hai davanti a te. Usa il più possibile un linguaggio semplice, comprensibile, chiaro e diretto.


5) Spara, vai, lascia andare il flusso.
Quello che viene, viene. Non aspettare la frase giusta. Puoi rieditare e correggere quante volte desideri. La cosa più difficile è far uscire i vari concetti che hai nella testa. Per cui, prima scrivili e poi (il giorno dopo) rileggi, rivedi e migliora.


6) Rileggi ad alta voce
Ascolta con le tue orecchie quello che hai scritto. Non rileggere in silenzio nella tua mente. Non serve a nulla. Il tuo obiettivo è sentire come suona, e non c'è suono che puoi sentire se rileggi in silenzio.


7) Quanto lunghi?
Non meno di 1500 parole.
Più scrivi cose sensate e meglio é.


8) Fonti
Utilizza e menziona fonti rilevanti e autorevoli.
Più ne usi, nei limiti del ragionevole, e meglio é.


9) Formattazione
Organizza i contenuti in maniera ordinata, chiara, leggibile e ben scansionabile. Rendi facile trovare le varie sezioni, titoli. Elimina distrazioni, carinerie e altri elementi che non hanno strettamente a che fare con le informazioni che vuoi comunicare. Usa la formattazione a blocchetti e distanzia sempre bene sezioni, le une dalle altre.


10) Tool e strumenti:
Google Docs - Arcane Office - INK






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Musica: "Grandiose Soul" by Masked Man - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/grandiose-soul

Key points in this episode

Come passare dall'analisi delle frasi chiave e della concorrenza all'individuare i possibili titoli / argomenti per i contenuti da realizzare per il proprio sito web e per i propri social?

Facciamo degli esempi concreti, tratti da alcuni progetti che ho seguito.


1) Caso di studio - Pamela Mazzanti - Top Coach per titolari di centri estetici

Prima esigenza emersa all'analisi delle frasi chiave: Vendere di più nei centri estetici
Titolo/argomento possibile: Guida ai 10 modi per vendere di più nel tuo centro estetico

Seconda esigenza individuata:
aprire un centro benessere
come aprire un centro benessere
quanto costa aprire un centro benessere
aprire una spa
aprire un centro benessere
aprire un centro benessere in franchising
Titolo possibile: Tutti i Costi per Aprire e Gestire un Centro Estetico

Terza esigenza:
fidelity card
card prepagate estetica
fidelity card centro estetico
carte fedeltà centro estetico
fidelity card centro benessere
Titolo possibile: x Modi per Valorizzare le Fidelity Card in un Centro Estetico


2) Caso di studio - Michele Barzaghi - fuoco: Analisi di Mercato per le Farmacie

Gruppi di frasi chiave con maggior interesse:
arredamenti per Farmacie
arredi per farmacie
farmacie arredamento
arredare farmacia
arredamento farmacia
arredi farmacie
arredo farmacia
Titolo/argomento possibile: "Guida Completa delle Aziende di Arredamento per Farmacie”
“Come Arredare una Farmacia: Tutti i Passi”
“Checklist - tutto quello che serve per arredare una farmacia”

Seconda esigenza: Fidelity card
Frasi chiave con maggior interesse:
Fidelity card per farmacie
Titoli possibili:
"Fidelity Card per le Farmacie: Tutte i Tipi e le Differenze"
"Fidelity Card per le Farmacie: Tutte le Aziende e le Offerte in Italia"
"Fidelity Card per le Farmacie: Criteri di Analisi e di Scelta"
"Fidelity Card per le Farmacie: Pro e Contro e Come Valorizzarle"


3) Caso di studio - Farmacia Labrozzi - fuoco: Benessere Gastrointestinale.

Gruppi di frasi chiave con maggior interesse:

Prima esigenza: GONFIORE DI PANCIA
Pancia gonfia e dolorante
Pancia gonfia cause
Gonfiore di stomaco
Gonfiore addominale rimedi
Titolo possibile: "Guida alle Cause del Gonfiore di Pancia"

Seconda esigenza: MAL DI STOMACO
Mal di stomaco
Mal di stomaco cosa mangiare
Rimedi mal di stomaco
Titolo: Guida a Tutti i Rimedi per il Mal di Stomaco

Terza esigenza: BRUCIORE GASTRICO
Bruciore di stomaco
Bruciore di stomaco rimedi naturali
Titolo: Come Evitare il Bruciore Gastrico


In sintesi: Per individuare con precisione i titoli e gli argomenti dei contenuti principali da realizzare inizialmente per il proprio sito web, è indispensabile partire dall'analisi delle frasi chiave e della concorrenza.

Una volta che si sono raccolte in un foglio elettronico tutte le frasi rilevanti individuate attraverso strumenti come Answerthepublic.com e SEOZoom.it, e che rappresentano le domande che scriverebbero su Google i potenziali clienti che ancora non conoscono il tuo sito/servizio, è necessario radunare queste frasi in gruppi logici che rappresentano specifiche esigenze.

Una volta raggruppate per temi / esigenze, alle frasi chiave individuate vanno associati i dati di domanda (volume medio di ricerche mensili) e del livello di concorrenza (keyword difficulty) per poter capire, fra i vari gruppi / temi quali ci offrono le migliori opportunità di visibilità (in quanto hanno un discreto livello di domanda e bassa concorrenza).

Individuati i temi su cui c'è più possibilità si procede come negli esempi qui sopra, cercando di trovare dei titoli che soddisfino appieno le domande e le aspettative di chi le ha espresse.




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Musica: "All Your Love" by Moose CYGN - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/all-your-love

Key points in this episode

Il piano dei contenuti è una lista di contenuti chiave da realizzare per dare spessore e valore al tuo sito web.

Il piano dei contenuti comprende sia i contenuti fondamentali, i pilastri iniziali di riferimento del tuo sito, che affrontano i temi chiave che interessano ai tuoi potenziali clienti, sia i contenuti (i titoli/temi) da realizzare in futuro per alimentare, aggiornare ed accrescere il valore e l’utilità del tuo sito nel poter intercettare potenziali clienti.

Perché fare il piano dei contenuti:

a) Il motivo principale per cui realizziamo il piano dei contenuti è perché vogliamo scegliere in maniera scientifica e non a caso o a intuito, quali contenuti rilevanti e utili per il nostro pubblico creare da subito. L'obiettivo è quello di avere le idee chiare su cosa c’è da scrivere e da studiare prima di iniziare.

In questo modo è più facile pianificare, preparare e coordinare la preparazione di questi contenuti, invece che il dover improvvisare man mano che si procede.


b) Il secondo motivo, è che il tuo sito web senza un set di contenuti base ben selezionati in base alle esigenze specifiche dei tuoi potenziali clienti, può farti da biglietto da visita, presentarti, dare un pò di info base, ma nulla più.

Integrando dei contenuti di spessore e su temi specifici nel tuo sito, puoi invece cominciare ad intercettare coloro che vanno su Google e che sono alla ricerca di una soluzione ad un loro problema.

Per questo il piano dei contenuti deve nascere ed è strettamente collegato all’analisi delle frasi chiave e della concorrenza che hai fatto durante la fase del Project Brief.


*Passi da fare

Per realizzare il piano dei contenuti per il tuo sito web, è secondo me indispensabile seguire un percorso e dei passi ben precisi.

Step 1 - Parti dall’Analisi delle Frasi Chiave e della Concorrenza
Dobbiamo partire dal foglio di analisi delle frasi chiave e della concorrenza perché è lì che sono indicate in maniera chiara e oggettiva gli interessi e le problematiche principali che hanno le persone che possono essere nostri potenziali clienti. E’ intorno a queste problematiche ed esigenze che va costruito il nostro piano dei contenuti.


Step 2 - Individua le esigenze chiave con più opportunità
Quali sono le frasi-chiave - o meglio ancora i gruppi di frasi che rispecchiano un certo problema - che hanno maggiori opportunità nella tua analisi?

Usa la formula KD meno KO (SEOZoom) per calcolare in maniera rapida e affidabile il reale potenziale di ogni frase chiave. Questa è una formuletta semplicissima ideata da Matteo Edoardo Momenté di Metaline. Lui la chiama EdoRank.


Step 3 - Individua dei “titoli” che soddisfino quelle specifiche esigenze


Step 4 - Fai un mini-indice
di che cosa ogni titolo conterrà. Potresti usare una serie di domande per facilitarti il cammino.


Step 5 - Passa alla produzione (stesura dei contenuti)






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Musica: "A Day at the Beach" by Pandrezz x j'san - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/a-day-at-the-beach

Key points in this episode

Finito il Project Brief val la pena mettere un primo piede nell’acqua prima di tuffarsi completamente nel pubblicare il proprio sito online.


Il Problema
Per costruire una presenza online basata su un sito web, ci vogliono dei mesi. Ma questo non vuol dire che è necessario attendere dei mesi per cominciare ad essere visibili, e ad avere una presenza base online.

Inoltre durante tutto il tempo che è necessario per creare contenuti e risorse che dovranno popolare il nostro sito, dove rimandiamo chi incontriamo e ci chiede di saperne di più, o chi ha già sentito parlare di noi e cerca attraverso Google la possibilità di poter leggere un profilo completo e approfondito su di noi?


Soluzione
La strada più semplice in assoluto in questa situazione è quella di aprire un profilo su LinkedIN e di compilarla con estrema cura e dovizia di dettagli. Il costo è zero e l’unica cosa che serve è la tua dedizione e cura.

Già nel profilo LinkedIN puoi mettere a buon uso il lavoro fatto nell’individuare e definire Chi Sei, Cosa Fai, e la tua USP. E’ inoltre utile dettagliare a fondo e con dovizia di particolari le tue esperienze professionali e quelle di studio, sia accademiche che non.

A complementare ed arricchire questo investimento iniziale in personal branding, suggerisco di prendere in seria considerazione la possibilità di creare un mini-sito di una pagina, dove presentare ancor più in dettaglio e profondità il tuo profilo professionale. Il vantaggio principale è quello di mostrare un profilo professionale per la tua attività su un dominio personale che attesta, più di una pagina LinkedIN, la tua serietà, determinazione e professionalità nel settore dove hai scelto di muoverti.

Per creare un mini-sito di una pagina oggi ci sono tutta una serie di tool davvero fantastici, che possono essere utilizzati anche da persone non tecniche e che consentono, avendo fatto a monte un buon lavoro di analisi e pianificazione di poter creare un mini-sito dall’aspetto professionale in pochissimo tempo.

Mi riferisco in particolare a tool come:

• Weblium.com
• Tilda.cc
• Landen.co

che offrono la possibilità di realizzare mini-siti di una pagina semplici ma efficaci come questi:

🔹MicheleBarzaghi.it
🔹AntonellaRussoTraining.it
🔹Sinastriadicoppia.it
🔹PamelaMazzanti.it

I costi di queste piattaforme / servizi, sono irrisori (apx $10-20/mese) e puoi provare e collaudarli praticamente senza dover pagare nulla.

La caratteristica principale di questi servizi è l'opportunità che offrono di creare siti web che hanno un look professionale anche senza avere competenze di grafica e design. La strategia adottata da questi servizi è infatti quella di integrare nel servizio template e blocchi pre-definiti per i contenuti da inserire già progettati da designer e grafici esperti. In questa maniera il design è già integrato nella piattaforma di pubblicazione e ciò che l'autore deve decidere è solo la struttura e ordine delle sezioni e la stesura dei contenuti che le popoleranno.

Inoltre queste piattaforme di pubblicazione hanno il grande vantaggio di essere estremamente semplici da usare e di consentire quindi a chi come te vuole usarle per pubblicare il proprio sito, di poter poi aggiornare e modificare i contenuti del sito direttamente, in maniera facile e intuitiva senza dover ricorrere ad un webmaster o ad un tecnico.

Questo fa tutta la differenza per un imprenditore o una piccola azienda nello snellire e semplificare la gestione e la comunicazione attraverso il proprio sito web.


Suggerimenti e consigli per far bene

• Non iniziare fino a che non hai tutti i contenuti pronti (incluse le immagini)

• Fai una bozza di ciò che vuoi realizzare su carta o al computer decidendo l’ordine delle cose che appariranno

• Usa una struttura del tipo:
CTA - cosa offri / che problema risolvi
Cosa offri
Dettaglio
Chi sei
Tue esperienze e credenziali
Testimonianze
Contatti

• Non ti perdere nel design e nella scelta dei colori
Fai inizialmente le cose in maniera minimalista e solo alla fine valuta se e dove aggiungere degli elementi di colore oltre le immagini

• Non centrare testi che sono più lunghi di due righe

• Se ti fai aiutare da un graphic designer o da una persona esperta in comunicazione visiva, ancora meglio. Poi puoi comunque avere il vantaggio di poter modificare e cambiare le cose quando vorrai senza dover passare per un tecnico.




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Musica: "Daydream" by Ely Way - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/daydream

Key points in this episode

Che cosa è Patreon? A chi e a che cosa serve?

Patreon è un servizio di crowdfunding utile a chi ha un seguito di fan veramente appassionati, e produce / condivide periodicamente contenuti, strumenti, eventi o risorse di valore con la sua comunità.

Patreon è specificamente adatto a chi:

1) Ha un seguito
Un nutrito gruppo di persone appassionate segue con attenzione ciò che fà e ciò che condivide gratuitamente online

2) Produce costantemente valore condiviso
Condivide sistematicamente cose che vanno oltre il pubblicare articoli su un sito web o su un blog.

Ad esempio:
Chi scrive musica e canzoni
Chi fa video artistici
Chi scrive poesie o racconti
Chi crea con le mani oggetti, gioielli, abiti, accessori, borse
Chi fa performance, eventi, intrattenimento
Chi condivide continuamente ricerche e scoperte su un argomento
Chi fa giornalismo indipendente
Un avventuriero, un esploratore
Insomma è adatto a chi fa’ qualcosa che non ha una diretta e immediata connessione con il guadagno, ma che è generalmente guidata e ispirata da valori diversi dal profitto (e più in linea con la condivisione, l’arte, l’espressione personale, la crescita personale, l’apprendere gli uni dagli altri).

3) Combatte per una (o più) cause
Si schiera per difendere idee, principi e valori che gli stanno a cuore.

Queste, secondo me, sono le tre condizioni essenziali per poter valorizzare le opportunità di crowdfunding offerte da Patreon.

Da questa mia prospettiva Patreon è più un veicolo per consolidare il lavoro di condivisione, ascolto e community building fatto a monte, che non un mezzo per costruire da zero valore e community. Ma potrei sbagliarmi.

Per chi ha un'attività il cui obiettivo va oltre il mero profitto economico, il futuro è tutto dipinto di situazioni nelle quali quelli che fino ad oggi chiamavamo clienti diventano azionisti, co-produttori e agenti di promozione dei prodotti (servizi e persone) nei quali credono e investono.



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Musica: "Sunsets" by Aso - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/sunsets

Key points in this episode

Brainstorming Parte 2 - Tecniche.

Avere a disposizione più tecniche è sempre utile per affrontare situazioni ed obiettivi diversi.
Quando si brainstorma, si può usare l'approccio classico oppure ci si può spingere un po' più in là.

Quattro le tecniche che ti propongo per provare ad esplorare nuovi orizzonti.

1) Passino - ognuno scrive e propone la sua idea in forma anonima. Le idee vengono raccolte e votate e poi si fà uno o più altri passaggi per filtrare e migliorare quanto individuato al primo giro.

2) Rugby - ognuno scrive un'idea, passa al vicino che aggiunge o migliora. Si procede finché a ognuno torna il suo foglietto. Si compara e si valuta.

3) Postino - si crea una lista di distribuzione e si invia la domanda al primo che poi la invia al secondo. E' un po come la Rugby, ma per quando i partecipanti non sono in contatto fisico e quando si vuole dare più tempo di riflessione e analisi.

4) Estrattore - All'inizio si dichiara sia la domanda sia i criteri di valutazione finali. Poi si procede ognuno scrivendo la sua idea e poi passandola ad un altro partecipante che cercherà di migliorarla usando i criteri ufficiali dichiarati all'inizio.

Il comun denominatore che rende utili questi approcci è la possibilità di arricchire e migliorare le idee iniziali attraverso un percorso di effettiva cooperazione fra i partecipanti.





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Musica: "Tune In" by Joseph Jacobs - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/tune-in

Key points in this episode

Brainstormiamo un po’.

Ma cosa vuol dire esattamente "brainstormare"? Che cosa è? Da dove viene? Chi lo ha inventato?

Il termine "brainstorming" è entrato in voga 70 anni fa, nel 1953, allorché l'allora advertising executive Alex Faickney Osborn lo utilizzò nel libro “Applied Imagination” (prima menzione in "How to Think Up" libro del 1942).

Io definirei il BRAINSTORMING come una tecnica di cooperazione creativa di gruppo che ha lo scopo di aiutare a trovare una soluzione ad un problema attraverso l’individuare un gran numero di idee e opzioni alternative.

Più precisamente è una tecnica per far sì che un gruppo di persone possano incontrarsi e generare nuove idee e soluzioni relative ad uno specifico problema rimuovendo limiti ed inibizioni.

Come funziona il brainstorming e come farlo nella maniera giusta?

Non giudicare. No critica idee altrui - nessuna è respinta
Ascolta e accogli le idee degli altri

1) Non dire no a nessuna proposta. Rilancia sempre

2) Parla. Non pensare Alla cosa giusta da dire
Tutti pensano che nel brainstorming una debba pensare in silenzio finché non gli viene un’idea per poi manifestarla, ma ciò è esattamente l’opposto di ciò che è utile fare

3) Accogli idee bizzarre e stravaganti

4) Prendi nota visivamente o via testo

5) Alterna voci e pensieri

6) Non monopolizzare e spegnere la dinamica del brainstorming con lunghi interventi (più di due minuti)

7) Dichiara e condividi un obiettivo ben chiaro all’inizio a tutti i partecipanti. Possibilmente scrivilo.

8) Non sposarti la prima bionda - cerca altre alternative - il brainstorming è per trovare più idee / più possibili strade

9) Remixa e rilancia usando le idee e le riflessioni degli altri

10) Più teste si è (nei limiti) meglio è

11) Si parla uno alla volta per alzata di mano

Ricordati sempre: l'obiettivo è raccogliere la più ampia gamma di idee / soluzioni possibili.

Il “brainstorming” serve per trovare idee, soluzioni e spunti per risolvere un problema specifico. E’ ideale per esempio nel trovare nomi, slogan, brevi frasi, modi di rappresentare un’idea, tattiche per coinvolgere, e molto altro.

E’ del tutto inadatto invece per risolvere problemi complessi che richiedono un’analisi e valutazione di più aspetti (è meglio che mi sposo o no? È bene aprire la partita IVA? etc.)



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Musica: "Tōzen" by GYVUS - disponibile su Soundcloud: https://soundcloud.com/chillhopdotcom/gyvus-tozen

Key points in this episode

Negli ultimi mesi ho ricevuto diverse offerte e promozioni per creare una mia "skill" per Amazon Alexa.

Il fenomeno degli assistenti vocali virtuali è certamente in forte e rapida ascesa, anche se siamo, almeno qui in Italia, solo agli inizi. Le possibilità che questo nuovo medium di interazione offre sono interessanti, ma come per tutte le nuove tecnologie è sempre bene analizzare, studiare, chiedere e valutare con attenzione questi nuovi trend, prima di lanciarsi anima e corpo nell'adottarli.

Per questo motivo ho contattato Francesco Tassi, che tra i miei contatti risulta essere l'esperto più affidabile di questo settore (assistenti vocali virtuali e Amazon Alexa) per sentire dal parere di una persona competente (ma non interessata a vendermi per forza qualcosa) qual è la prospettiva che si gode dal suo punto di vista.

Qual è la situazione attuale del mercato degli assistenti vocali virtuali?

Quanto c'è di vero in questa corsa all'oro per avere la propria frase univoca di invocazione su Alexa?

Hai dei dati di riscontro utili da condividere?





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Risorse

• PodcastAlexa
Per chi è interessato a rendere disponibile il suo podcast su Alexa
https://podcastalexa.com/

• Perché creare una skill su Alexa per il proprio podcast
https://podcastalexa.com/blog.php





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Musica: "Alright" by Aso - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/alright

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Scrivere. ...e che problema c'è? Mi sento rispondere il più delle volte, quando faccio notare a un mio cliente, che è necessario cominciare a preparare contenuti di valore.

I più, di coloro che non lo hanno mai fatto in maniera sistematica, pensano che lo scrivere sia una competenza che loro hanno già coltivato e acquisito da lungo tempo. Talvolta riconoscono di non aver avuto molto tempo per continuare ad allenare questo skill dopo l'università, ma in generale la stragrande maggioranza degli imprenditori con cui lavoro sanno sì scrivere, ma non lo hanno mai fatto per comunicare, per raccontare o emozionare altri.

Hanno fatto preventivi, hanno preparato sintesi di riunioni, piani di fattibilità, fatture e mail in gran quantità. Ma non hanno mai veramente scritto nulla con l'intenzione di comunicare le loro idee, o le storie che coinvolgono i loro prodotti e i loro clienti.

E quindi, quando si trovano a dover scrivere per la prima volta qualcosa di spessore, si impantanano come un TIR nelle sabbie mobili. Il brutto, è che più spesso che no, non se ne rendono neanche conto. Affondano nelle sabbie mobili ma la loro sensazione è quella di andare in autostrada a velocità di crociera.

Il problema è che il saper scrivere bene, così come qualsiasi altro skill complesso, richiede un allenamento costante. Ciò che abbiamo imparato a scuola e poi all'università, va rivisto, trasformato e aggiornato alle esigenze odierne.

Il primo passo è quindi - come per i video, o i podcast - di allenarsi costantemente, non compiacendosi e adagiandosi sul minimo comun denominatore di qualità, ma mettendosi in discussione, affrontando le cose con umiltà, facendo domande e cercando di migliorarsi ad ogni passo.

Alcuni consigli pratici, che ti possono essere utili in questo percorso di apprendimento:

1) Scrivi tutti i giorni. Basta una paginetta.
Può essere un diario, un blog, una serie di piccoli racconti. Non ha bisogno di essere pubblico, ma è meglio se lo è.

2) Allenati a sintetizzare.
Parti da cose interessanti che ti appassionano, e di cui altri parlano o scrivono. Allenati a sintetizzare in pochi paragrafi ciò che loro dicono in più pagine.

3) Fai prima uno schema. Poi scrivi.
Butta giù un indice, una lista di punti, di titoli, di argomenti che faranno parte del tuo testo, così da attraversare mentalmente ciò che desideri scrivere, scomponendolo in una struttura logica.

4) Rileggi ad alta voce. Ascoltandoti.
Sì, rileggere è importante, ma ancor più decisivo è il rileggere "ascoltando" e cercando di sentire come suona ciò che hai scritto, quando lo reciti ad alta voce. Suona accademico, freddo, incollato? Allora vuol dire che c'è da lavorarci ancora.

5) Confrontati.
Alleati con qualcuno disposto a rileggere i tuoi testi e a darti feedback spassionato. Confrontati con chi potrebbe essere un reale, possibile lettore. Non ti fidare solo delle tue auto-valutazioni. Verifica e mettiti in discussione chiedendo feedback ad altri.

6) Leggi.
Più roba buona leggi e più stimoli e riferimenti utili avrai nella tua testa quando si tratta di scrivere e comunicare i tuoi concetti e le tue storie in maniera chiara, immediata. Quindi il consiglio è quello di leggere "roba" di alta qualità. Scopri chi è che sa scrivere in maniera eccellente e comincia a seguirlo. Spendi due soldi su Amazon e riprendi a leggere libri fisici e non solo articoli online.

7) Scrivi come parli.
Allenati a scrivere in maniera informale, diretta e utilizzando termini di tutti i giorni, così come fai abitualmente quando parli con qualcuno che conosci e che ti è seduto davanti. Per riuscire in questo esercizio, immagina - mentre scrivi - di avere davanti a te una persona che conosci realmente e prova a scrivere ciò che gli diresti a voce per comunicargli la tua idea/storia.

8) Fai un corso.
Tanto male non può fare. Ma non prendere il primo che capita. Chiedi in giro a chi ne ha già fatti e senti campane diverse, non la prima che incontri. Studiare in maniera strutturata, facendo parte di un gruppo dove ci si può confrontare, e apprendere gli uni dagli altri, è sempre un'esperienza utile.





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Risorse

• Alessio Beltrami - Content Marketing Italia
https://contentmarketingitalia.com/

• Beltrami su Telegram: https://t.me/cmi99

• Podcast: https://itunes.apple.com/it/podcast/content-marketing-italia/id1062518390







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Musica: "Hold Please" by Bonus Points - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/hold-please

Key points in this episode

A mio modo di vedere, la miglior strategia per ottenere attenzione e apprezzamento da parte di un potenziale cliente, è questa. Senza attendere che sia il tuo potenziale cliente a fare la prima mossa, interessati a lui, facendo o condividendo con lui qualcosa che gli sia veramente utile e allo stesso tempo sia riprova della tua competenza.

Ciò non vuol dire regalargli un gadget o una chiavetta USB con i tuoi ultimi articoli, o con le nuove puntate del podcast o i video estratti dal tuo corso online.

La strada è quella di interessarti specificamente a questa persona / azienda e di "anticipare" le esigenze e le problematiche che prevedi potrebbe incontrare. Analizza il suo processo, metti ai raggi x le sue vetrine, viviseziona la sua ultima campagna su Facebook o il suo nuovo sito.

In questo modo dai dimostrazione concreta della tua competenza, distinguendoti in maniera unica da tutta la concorrenza e comunicando nel frattempo tra le righe, reale interesse, generosità e onestà.

Se ti domandi come si possa mai mettere in pratica una strategia del genere ascolta la breve storia di Cristopher (graphic designer) che l'ha appena messa in pratica.




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Risorse

• Condividere tutto, vende
https://www.spreaker.com/user/robingood/24-condividere-tutto-vende

• L'importanza delle reputazione online
https://www.spreaker.com/user/robingood/07-importanza-reputazione-online




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Musica: "Cruise Control" by Monma - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/cruise-control

Key points in this episode

Consigli pratici per quando sei nella fase in cui devi sviluppare il tuo logo.

1. Lavora prima di tutto in bianco e nero. E' inutile che costruisci un logo partendo dai colori. Quella sono l'ultima cosa. Trova una soluzione grafica che funzioni sia in bianco su fondo scuro, che in nero (o grigio scuro) su fondo chiaro. Poi, se necessario aggiungi una punta di colore.

2. Non colorare il testo. Colora l'elemento grafico. E' lì che ti suggerirei di usare il tuo punto di colore. Il testo offre il massimo della leggibilità in bianco o in nero con poche rare eccezioni.
Ricordati inoltre che ogni persona vede una tinta diversa, che molte persone non vedono i colori così come gli altri e che ogni monitor e ogni dispositivo mostrano il tuo colore in maniera differente.

3. Tieni presente il significato di ogni colore nella tua cultura. Non scegliere i colori solo in base alla forza visiva che hanno, ma soprattutto in base a ciò che comunicano in maniera silenziosa. (Guarda le risorse).

4. Utilizza, come colore per il tuo logo, i colori base del tuo brand. Non trovare dei colori diversi, se hai già un brand che usa dei colori specifici.

5. Non è per te. Non fare un logo per compiacerti di quanto ti piace. Non deve piacere a te. Deve essere in grado di comunicare in maniera chiara a chi non ti conosce e lo vedrà per la prima volta. Chiedi di conseguenza, soprattutto a chi è disinteressato ed è in gradi di dirti non se gli piacciono o no le prove che gli mostri, ma "cosa" gli comunicano.

6. Ricordati: un buon logo deve poter funzionare bene sia in una versione "chiara" che in una "scura", di modo da poter essere applicato e reso leggibile sia su fondi scuri che chiari.

7. Cerca di immaginarti dove e come verrà usato ed agisci di conseguenza. Ad esempio: se lo userai essenzialmente sui social come Facebook e Instagram, come apparirà il tuo logo quando sarà ridotto a stare in un pallino grande pochi centimetri? Pensaci prima.

8. Ove possibile, specialmente se vorrai usarlo anche per il tuo sito, io ti suggerisco di sviluppare il tuo logo in orizzontale. Elemento grafico a sinistra e nome del brand a destra. Il motivo è semplice: occupare minor spazio verticale e adattarsi bene alla banda che è spesso disponibile in cima alle pagine del proprio sito.

9. Cerca inizialmente dei loghi esistenti, possibilmente del tuo settore (magari di un azienda di un altro paese) che si avvicinano al tipo di idea e immagine che vuoi comunicare. Usa questi come punti di riferimento per sviluppare il tuo logo.

10. Prendi in considerazione la possibilità di utilizzare un servizio di crowd-design come bestcreativity.it o 99designs.com.




Risorse:

Colori e significato

• Mappa di colori che ne spiega il loro utilizzo in cromaterapia
https://danartys.com/wp-content/uploads/2017/06/guarire-con-i-colori.jpg

• Mappa della psicologia e le emozioni legate ai colori
https://graf1x.com/color-psychology-emotion-meaning-poster/

• Mappa dei colori e delle emozioni collegate con esempi di brand e logo
https://www.dailyinfographic.com/wp-content/uploads/2013/01/Color_Emotion_Guide22-640x560.png

• Mappa dei significati psicologici dei colori
https://mylifemystuff.files.wordpress.com/2012/04/emotional-and-psychological-meaning-of-colours.jpg

• Logo Design Brand - podcast
https://www.spreaker.com/user/10040094/77-logo-design

• Servizi di crowdsourced-design
https://web-design-tools.zeef.com/robin.good#block_48662_digital-product-mockups




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Musica: "Memories" by Sugiwa - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/memories

Key points in this episode

Il logo è un elemento di credibilità e autorevolezza che può aiutare a essere più facilmente riconoscibili e a ricordare anche in maniera indiretta chi siamo e cosa facciamo.

E' importante che sia semplice, facilmente riconoscibile, e leggibile.

Se dovessi pensare ad un logo di un professionista nel mio settore che svolge egregiamente la sua funzione menzionerei quello di Skande (Riccardo Scandellari). Riccardo è un esperto di comunicazione e marketing online e il suo brand "Skande" non è altro che un abbreviazione moderna e sintetica del suo nome. Non ci sono simboli, elementi grafici, icone. Bastano sei lettere, scritte nel suo inconfondibile font.

Ma non è certamente l'unica strada.

Il problema principale nello sviluppare un buon logo, è che troppo spesso lo si fa' per soddisfare una propria esigenza di gratificazione estetica, invece di rendersi conto che il logo è un veicolo per comunicare velocemente ad "altri" chi sei. Conta quindi molto poco che ti piaccia. Conta molto di più che sia chiaro, riconoscibile e leggibile a chi non ti conosce ancora.

Per realizzare un logo ci sono varie strade percorribili, e oggi, grazie ad Internet, quella di assumere un grafico non è più l'unica alternativa possibile. Ecco tre modi diversi in cui puoi arrivare ad identificare un buon logo per la tua attività:

1) Ingaggia un grafico professionista - se già ce l'hai bene, altrimenti chiedi in giro ai tuoi contatti. In questo caso la cosa più importante è che invece di aspettare delle sorprese miracolose da lui, tu gli dia in anticipo degli esempi di logo di altre aziende che si avvicinano molto al tipo di stile e grafica che vorresti utilizzare anche tu. Sii chiaro su cosa vuoi comunicare e su quali sono i simboli che per te meglio rappresentano ciò che vuoi comunicare.

2) Elabora un riferimento base di come potrebbe essere il tuo logo usando uno dei tanti strumenti automatici disponibili online a costo zero. Questi tool ti aiutano a progettare un logo in pochissimo tempo generando in maniera automatica decine di alternative e varianti agli elementi di base da te indicati. L'ideale è arrivare ad alcune soluzioni che si avvicinano a ciò che desideri e darle come basi di partenza ad un grafico professionista che le possa migliorare e rendere perfette. (Vedi sezione "Risorse" per link su servizi.)

3) Utilizza un servizio di crowd-design per ottenere decine e decine di proposte grafiche alternative da decine di designer diversi. Il costo è equivalente a quello di ingaggiare un grafico professionista, ma con il vantaggio che sei tu a decidere esattamente quanto vuoi investire. Più alto metti il premio e maggiore sarà il numero di proposte che riceverai e la qualità degli autori che parteciperanno al tuo logo design contest. (Vedi sezione "Risorse" per link su servizi.)




Risorse:

Tool per generare logo:
- Designevo.com
- Launchaco.com
- LogoMaker.com
- https://web-design-tools.zeef.com/robin.good#block_23733_logo-design


Servizi di crowd-design
- Bestcreativity.it
- 99Designs.com
- DesignHill.com
- https://web-design-tools.zeef.com/robin.good#block_22830_crowdsourced-design





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Musica: "Sangria Sunset" by Bonus Points - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/sangria-sunset

Key points in this episode

Ne ho già parlato qualche puntata fa, ma sento che val la pena tornarci sopra. Se non altro perché questa attività, è tanto indispensabile quanto le precedenti per poter completare un Project Brief degno di tale nome, ed è utilissima nell'aiutarci a chiarire cose che diamo spesso per scontate.

Il succo di tutta la questione è che per poter sviluppare un'idea forte e chiara del nostro posizionamento, dobbiamo per forza provare a metterci in discussione e a descriverlo. Nero su bianco.

Partendo da me e te, e cioé dalla persona che c'è dietro, e continuando poi con l'azienda / attività nel suo insieme.

Siamo in grado di descriverci e raccontarci in maniera chiara, semplice e ben strutturata?

Il mio suggerimento è di partire da se' stessi, scrivendo un bio che ci descriva in maniera efficace da tutti i punti di vista (questo vale soprattutto per i leader di azienda, e per gli esperti, i giornalisti, i formatori). Chi sono? Da dove vengo? Cosa mi appassiona? Che percorso ho fatto nella mia vita per arrivare dove sono ora? In cosa credo? Quali sogni e ambizioni ho?

Queste sono solo alcune delle domande a cui suggerisco di rispondere nello scrivere il proprio "Chi Sono".

La "descrizione" è invece un "chi sono" della tua attività.

Ecco alcune semplici domande che puoi utilizzare per svilupparla: Cosa fa? Per chi? In che maniera? Cosa la caratterizza? Perché ha scelto ed opera in questo settore? Che risultati ha raggiunto?




Risorse:

Podcast #71
Auto-analisi: il Valore di "Sbucciarsi"
https://www.spreaker.com/user/robingood/71-auto-analisi-sbucciarsi




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Musica: "Late Night Strolls" by Bonus Points - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/late-night-stroll

Key points in this episode

Scegliere un nome e un dominio appropriato per la propria attività, così come uno tagline/slogan e una USP in grado di comunicare in 15 secondi cosa fa la tua azienda e in cosa si differenzia dagli altri, sono alcuni dei passi essenziali per comunicare e posizionare in maniera efficace la propria attività.


1) Nome sito
Per quanto riguarda il nome di un sito, va bene sia la possibilità di utilizzare il proprio nome e cognome, soprattutto allorché si è dei consulenti, degli esperti di settore, dei formatori o coach, (o quello della propria azienda se si è un'attività commerciale), sia quella di adottare come nome di dominio per il sito una frase-chiave tipica legata alle esigenze specifiche dei nostri clienti ideali.

L'importante, secondo me, è che il nome sia facile da scrivere, pronunciare e soprattutto da comunicare al telefono, anche a chi non è un addetto ai lavori, senza dover fare lo spelling.


2) Tagline
Un elemento importante da abbinare al nome è quella che io chiamo "tagline". Altri magari lo chiamerebbero "slogan" ma in realtà c'è un po' di differenza fra i due. La "tagline" vuole essere una set di massimo 5-6 che descrive cosa fai tu o la tua azienda. A differenza dello "slogan" non cerca di essere una frase simpatica, ironica o ad effetto ma bensì un set di parole che descrivono sinteticamente ciò che l'azienda fà o offre.


3) USP / UVP
Il poter esprimere in poche parole ciò che facciamo, per chi lo facciamo e in cosa ci differenziamo dagli altri è un elemento vitale per poter comunicare sempre in maniera chiara e coerente il nostro posizionamento. La USP / UVP (unique selling proposition / unique value proposition) è una formuletta semplicissima che serve specificamente a generare un paragrafo che comunica l'essenza del nostro business in due o tre righe.





Risorse:

Come creare la tua USP
https://www.youtube.com/watch?v=sso1ZkdzJV8







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Musica: "Shaken, Not Stirred" by Bonus Points - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/shaken-not-stirred

Key points in this episode

Internet è come una libreria infinita, dove il tuo sito web è come un libro fra milioni di altri.

Affinché la libraia possa suggerire il tuo libro a chi cerca soluzioni ad uno specifico problema o interesse, è di vitale importanza la scelta, non solo del titolo, ma anche della categoria / argomento nel quale il tuo libro verrà classificato.

"Fare posizionamento", quando si parla di marketing online, significa identificare nella maniera più precisa possibile, il titolo del tuo libro e le sue categorie di riferimento di modo da poter far si che la libraia (Google) non abbia alcun dubbio sul argomento specifico di cui ti occupi.

Essendo la libreria immensa, va da sé, che più il tuo libro (e quindi la tua attività) è specifica nel risolvere un determinato problema, interesse, esigenza, e più il tuo libro avrà facilità nell'essere suggerito dalla libraia.

E' altresì importante cercare di non pubblicare libri su argomenti per i quali ci sono già centinaia di titoli.

Ma come si fa' in pratica a fare questo lavoro di "posizionamento"? Quali sono i passi pratici che vanno svolti?

E' semplice.

a) Da un lato è necessario scoprire e individuare tutte le frasi-chiave rilevanti che i tuoi potenziali clienti potrebbero utilizzare per cercarti online, quando ancora non ti conoscono.

b) Dall'altro è indispensabile vedere qual è il livello di domanda mensile che c'è per ciascuna frase-chiave. Quante sono le persone che ogni mese chiedono a Google come risolvere quello specifico problema che risolvi anche tu?

c) Infine, è d'obbligo andare a misurare qual è il livello di concorrenza presente intorno a quella specifica esigenza, e cioé quanti siti web già ci sono là fuori che si sono posizionati per risolverla.

Ascolta questa puntata del podcast per saperne di più.



Risorse consigliate:

• AnswerthePublic
Per trovare frasi-chiave rilevanti in qualsiasi settore e nicchia di mercato
Prova gratuita.
https://answerthepublic.com

• Neil Patel UberSuggest
Per trovare frasi-chiave rilevanti in qualsiasi settore e nicchia di mercato
In grado di misurare livello di domanda e concorrenza.
Gratuito.
https://neilpatel.com/ubersuggest/

• SEOZoom.it
Strumento professionale di analisi SEO e posizionamento.
Misura livello di domanda, concorrenza.
Prova gratuita. A pagamento.
https://seozoom.it

• PosizionamentoMotoridiRicerca
Corso online in Italiano, pratico, per apprendere tutti i passi necessari
per posizionare qualsiasi azienda.
Prova gratuita.
https://PosizionamentoMotoridiRicerca.com








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Musica: "Both of us" by Idealism - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/both-of-us

Key points in this episode

Per avviare un progetto online con il piede giusto la priorità numero uno non è l'individuare che piattaforma scegliere per pubblicare il sito, che tema di Wordpress utilizzare o quali plugin SEO installare.

La priorità numero uno è analizzare la parte strategica del progetto cercando di capire bene da subito, quale problema risolviamo, a chi, e in che maniera ci differenziamo dagli altri che fanno le stesse cose.

"Think Strategy, Before Technology"

Nella mia esperienza, questa parte di analisi strategica del progetto viene quasi sempre sottovalutata, ritenendo erroneamente che essa sia utile solo ad aziende di una certa dimensione. Inoltre, la maggior parte degli imprenditori e delle piccole aziende ritiene di avere già molto ben chiaro il proprio posizionamento di mercato e la propria identità nonostante non abbia mai messo nero su bianco, ne l'una ne l'altra.

Si pensa di averli chiari, questi concetti, perché ci si è pensato molto. Ma il pensare senza confrontarsi non è sufficiente per riuscire a verificare e a espandere la nostra visione personale.

In più, lo sviluppare idee e concetti mentali senza mai provare a convertirli in testi e parole di facile comprensione, è un pò come imparare a nuotare con Playstation. Si ha la sensazione di avere tutto sotto controllo, ma trasferiti nella realtà fisica, siamo principianti totali.

Perché?

Perché dobbiamo confrontarci, immergerci e "nuotare" dentro le cose che vogliamo conoscere e apprendere in profondità. E' necessario non solo pensare, ma anche scrivere, mettere in discussione, confrontarsi.

Quindi, se dovessi dire qual è il primissimo passo da fare, per mettere le giuste fondamenta ad un progetto online, è quello di individuare in maniera chiara due cose:

a) che problema, interesse o esigenza intendiamo risolvere
individuandone uno e non dieci (PIE)

b) a quale specifica tribù - che ha quel problema - intendo rivolgermi

Per la PIE la cosa importante da capire, è che tanto più sono specifico, tanto meglio è.

*Come Fare Web Marketing per Ristoranti* è 100 volte meglio che "Come Fare Web Marketing".

*Come Fare Web Marketing per Hotel sulla Riviera Romagnola* è 100 volte meglio che "Come Fare Web Marketing Turistico".

*Come Vendere di Più nel Tuo Negozio di Abbigliamento* è 100 volte meglio di "Come Aumentare le Vendite nel Tuo Settore".

Per la tribù, è bene individuare caratteristiche di interesse, età, professione o ambizione che caratterizzino il tuo pubblico ideale.

A volte la PIE determina automaticamente una tribù ben precisa di riferimento, ma in molti altri casi ci possono essere più tribù interessate a risolvere quel problema e il saper individuare quali fra queste è la più interessante, in termini di apprezzamento del nostro prodotto/servizio e di spesa potenziale, vale ovviamente moltissimo.



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Musica: "Fluid Dynamics" by Moose Deeb - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/fluid-dynamics

Key points in this episode

Per poter essere "punti di riferimento" nella propria nicchia di mercato, secondo me è importante, essere consapevoli della grande opportunità e responsabilità di poter essere grandi ispiratori piuttosto che guardie, parroci e coscienze morali.

E' troppo facile lasciarsi andare al criticare il comportamento degli altri, quando potremmo spendere le stesse energie per ispirare, mostrando strade virtuose ed efficace con tanto di esempi.

Ma la constatazione più amara è che quando critichiamo, senza realmente dedicare alcuna energia all'ispirare o proporre, non creiamo nulla di valore... ci parliamo addosso... e rimaniamo esattamente laddove eravamo prima.

La critica, anche severa, può essere davvero utile e costruttiva solo laddove propone e ispira nuove soluzioni e prospettive.

L'invito costruttivo è quindi quello si di utilizzare sì gli errori di altri, ma non per deriderli o per guardarli dall'alto in basso, ma per suggerire soluzioni, strategie e strumenti immediatamente utili in grado di risolverli.



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Musica: "The Story" by Deeb - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/the-story-ft-asteroid

Key points in this episode

Avendo seguito da vicino tanti progetti e aziende che vogliono creare nuovi prodotti e servizi da offrire online, ho scoperto quanto straordinariamente utile sia il dedicare tempo nel generare un' auto-analisi dell'azienda e del suo posizionamento attraverso gli occhi di chi gli sta dietro (tu).

In altre parole: la capacità di fermarsi, e di mettersi in discussione provando a definirsi "nero su bianco" sia in termini di azienda, sia in termini di persona, è un processo tanto utile quanto sottovalutato.

Lo fanno solamente le aziende e gli imprenditori che hanno capito quanto sia importante l'interrogarsi prima di tutto su chi siamo veramente, cosa abbiamo da offrire e a chi, piuttosto che il perdersi frenetico nelle tattiche e negli strumenti e mode di tendenza.

Per quanto la maggior parte di imprenditori e titolari di aziende pensi di avere già chiarissimo nella propria testa tutto ciò, la realtà dei fatti è che quando mi capita di interfacciarmi con uno di loro, il 99% non è in grado di articolare in maniera chiara, semplice e sintetica ne ciò che fa e rappresenta la sua azienda/attività, ne il suo profilo personale.

Per spiegare la nostra attività a volte dobbiamo parlare per 5-10 minuti, spiegare dettagli e collegamenti che altrimenti riteniamo non renderebbero chiara l'idea.

Per dire chi siamo saliamo spesso su piedistalli che non ci appartengono o che ci siamo assegnati da soli, o ci perdiamo nel fare liste di titoli e impieghi che dicono poco sul chi siamo veramente, cosa ci muove, ci appassiona e soprattutto su cosa inseguiamo e perché.

Eppure queste dovrebbero essere le fondamenta di qualsiasi attività sana. Capire così bene cosa si fa' e a chi ci si rivolge in modo da poterlo distillare in poche parole semplici e comprensibili a tutti.

Ma la cosa più interessante è che nell'avere l'umiltà e la pazienza di affrontare questo processo di scrittura e analisi, possiamo scoprire tantissimo e aumentare di ordini di grandezza la nostra consapevolezza di cosa facciamo e di cosa ci rende veramente speciali.

In pratica, ciò che io faccio con i miei clienti, è di assegnargli la scrittura del proprio "Chi Sono" e di una "Descrizione" della loro azienda in versione sia breve che lunga.

Il "Chi Sono" è un testo che può essere lungo dalle 200 alle 600 parole e che racconta, a differenza del classico curriculum, chi sei dal punto di vista del tuo percorso di vita, dei tuoi interessi, delle tue passioni e ambizioni.

La "Descrizione" breve e quella lunga, rispettivamente di 100 e 300+ parole, sono invece due testi che illustrano in maniera chiara, usando termini terra-terra comprensibili a tutti, ciò che la tua azienda o il tuo marchio offre, a chi lo offre, come lo offre e perché.

Affinché questo processo porti ad una più grande consapevolezza di se stessi e della propria reale missione all'interno di un'attività imprenditoriale, è indispensabile che venga svolto in collaborazione con un amico esperto, o con un coach / formatore con cui rivedere e analizzare - spesso più volte - i testi che emergeranno.

Svolgerlo da solo non produce neanche lontanamente i risultati che si ottengono in due, perché la nostra capacità di auto-analisi critica è inizialmente molto bassa e perché tendiamo a parlarci addosso e a ripetere discorsi, frasi e idee che abbiamo fatte nostre ma che non abbiamo mai realmente messo in discussione o analizzato.

L'auto-analisi critica di qualsiasi attività attraverso il provare a descrivere chi siamo, cosa facciamo, per chi, e i motivi che ci spingono a farlo, è un attività non solo indispensabile per qualsiasi attività che desidera comunicare meglio se stessa, ma è anche il metodo migliore per creare delle solide fondamenta da cui far emergere tutte le attività di PR, comunicazione e marketing che seguiranno.



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Musica: "Both of us" by Idealism - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/both-of-us

Key points in this episode

Per diventare punti di riferimento per gli altri è indispensabile dimostrare di essere utili.

E poiché viviamo in un'epoca caratterizzata dalla straordinaria abbondanza di informazioni e notizie, una delle cose più utili che è possibile fare è quella di risparmiare del tempo agli altri.

Come?

Occupandoci di selezionare e raccogliere per loro, sistematicamente, le notizie e/o le risorse più utili, su un tema molto specifico.

Eppure, sono ancora in pochissimi ad aver veramente compreso questo concetto così semplice.

Il 90% delle aziende e dei consulenti continua a preoccuparsi di scrivere e creare nuovi contenuti, spesso rigurgitando idee e concetti già affrontati precedentemente, senza portare nulla di realmente nuovo e utile sul tavolo.

Non che ci sia qualcosa di male con la creazione di nuovi contenuti e con il re-iterare concetti ed idee importanti. Lo faccio sempre anche io.

Il discorso è un altro.

Se voglio distinguermi dagli altri e desidero mostrare la mia autorevolezza in un settore, una delle strade più efficaci e meno battute e quella di "fare da punto di riferimento" per tutte le notizie di un settore ben specifico.

Monitorare quotidianamente un problema, un interesse, un'esigenza, anche e non solo da fonti Italiane e riportare poi - aggiungendo valore - ciò che più di significativo e rilevante emerge là fuori.

Come si aggiunge il valore?

Contestualizzando le notizie e le risorse interessanti che condividi per il tuo pubblico, sintetizzando la "ciccia" che contengono e spiegando chiaramente perché val la pena approfondirle.

Questo è il disc-jockey delle notizie, il "newsmaster" in grado di dimostrare la sua autorevolezza attraverso la selezione, il commento e la condivisone guidata di ciò che scopre.


Strumenti utili:

Per scoprire e selezionare nuovi contenuti interessanti da contestualizzare e condividere
http://Feedly.com - tieni sott'occhio tutti i siti e le fonti rilevanti da un'unica dashboard
http://Flipboard.com - scopri contenuti rilevanti selezionati da altri esperti di settore
http://Scoop.it - scopri, cura e condividi sui tuoi social / o sito web il tuo newsradar

https://medium.com/content-curation-official-guide/


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Musica: "Something Between Us" by Khudosoul feat. Birocratic - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/something-between-us-ft-birocratic

Key points in this episode

Oggi, sono in tanti a raccomandare e a sposare verbalmente l'idea che il cliente non debba essere un numero, e che sia necessario ascoltare, condividere e dialogare in maniera diretta e onesta con lui.

Ma la realtà dei fatti è ben diversa dai buoni propositi.

E spesso, proprio chi suggerisce e raccomanda non si rende conto di quanto il suo modo di agire e comunicare non è in linea con quanto predica.

Ci sono delle volte che avvertiamo subito che un'azienda, un'attività commerciale, un consulente sono dei "brand", con tanta bella facciata ma poca "empatia" e capacità di ascolto. E ci sono altre volte che istantaneamente sentiamo che il nostro interlocutore, non è solo un bel nome ma qualcosa di autentico, genuino, concreto e pronto a reagire con attenzione alle nostre richieste.

Perché?

Quali sono le caratteristiche e differenze principali, che a mio modo di vedere, differenziano un azienda "brand" da una che è "friend", specialmente quando si comunica online?

Questa è la sfida che mi sono lanciato quest'oggi. Provare a mettere nero su bianco, i tratti che caratterizzano due modi completamente agli antipodi di fare comunicazione e marketing online (sul sito, nei social, nei video e nei podcast).

Ne ho identificati più di 10.

Ascoltali e domandati: in quali di questi due identikit mi riconosco di più come professionista/azienda?

Allo stesso modo, quando ascolti, leggi o partecipi ad un evento filtra ciò che ti viene trasmesso attraverso questa lente e impara a riconoscere i piccoli dettagli che differenziano i venditori di pentole e i "professoroni" (ex-guru), da quei marchi in grado di essere in reale sintonia con il loro pubblico.



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Key points in this episode

Ho la sensazione che spesso ci perdiamo nel parlare, nell'aggiungere, nell'abbellire, ma soprattutto nel *riempire* di parole i nostri contenuti. Parlati, scritti o videografati.

Ci parliamo addosso.

In un'epoca nella quale regna la cultura dell'effimero, e siamo sovrastati da tonnellate di rumore con zero valore aggiunto, ciò che assume estremo valore è la capacità di filtrare, selezionare e sintetizzare ciò che di raro, nascosto e rilevante c'è veramente là fuori.

Non è facile, I know.

Ma è anche vero che allenandosi, si può apprendere quasi tutto. Io per esempio ho imparato tantissimo sulla sintesi lavorando sulla SEO nel creare titoli efficaci per i miei contenuti.

In questo podcast individuo cinque approcci e metodi pratici per allenare e migliorare le proprie capacità di sintesi.

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Key points in this episode

Recentemente ho avuto un paio di avventure con lo schermo del mio computer che mi hanno fatto rendere conto di che impatto micidiale possa avere il customer service, sia sulla valutazione che una persona da' ad un'azienda, sia su come si orienteranno le sue scelte di spesa future.

La sintesi di quello che scopriresti ascoltando questo episodio del podcast è che trattare i clienti stendendo tappeti rossi e con i guanti bianchi (andando oltre il dovuto), per molti tipi di prodotti e servizi (sopratutto per quelli non di bassa fascia), può fare una differenza straordinaria.

Ancor più in un mercato e contesto (quello Italiano) dove sono rari come i tartufi quelli che lo fanno.

Suggerito l'ascolto a tutti coloro che hanno avuto problemi con lo schermo del loro computer e a tutti quelli "schierati" pro-Windows o pro-Mac.


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Musica: "Last Snow" by B-Side, Yasper, Philanthrope - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/last-snow

Key points in this episode

Per parlarci, per scambiare informazioni e per chiedere feedback e pareri investiamo un sacco di tempo in chiamate in tempo-reale (comunicazione sincrona) (telefono, Skype, video-chiamate, etc.) .

Nonostante questo approccio possa inizialmente apparire come l'unico modo "naturale" per comunicare, la realtà dei fatti, per chi desidera guardare appena un pochino oltre la superficie delle cose, sembrerebbe indicare altrimenti.

Il problema principale è che per chiamarsi e parlare, così come fan tutti, è quasi inevitabile interrompere i propri interlocutori in qualsiasi attività essi siano coinvolti. Ci siamo abituati a questa cosa, e la riteniamo normale, ma dover "interrompere" qualcuno, semplicemente per dovergli parlare, non è assolutamente necessario.

Ognuno dovrebbe poter parlare con chiunque altro senza bisogno di interrompere, consentendo ai propri interlocutori di poter sempre scegliere come e quando ascoltare.

Inoltre dove sta scritto, che parlare in tempo-reale, dovendo pensare e ragionare quasi sempre sotto-pressione, in tempi rapidissimi e con poco spazio per valutare e ponderare, offra il miglior approccio ad una comunicazione efficace?

Essendo vissuto in un epoca dove il telefono non era sempre disponibile o di facile accesso (costo), non ho dovuto faticare molto per notare la grande differenza di spessore esistente fra le chiamate telefoniche con persone lontane e il dialogare con loro in forma asincrona, attraverso lunghe lettere.

Oggi, dove così tanta parta del nostro lavoro consiste nel comunicare, condividere, confrontarsi con altri per trovare soluzioni, per comparare punti di vista, opzioni, idee, è quanto mai attuale la capacità di mettere in discussione e rivalutare quali possano essere le forme più efficaci per svolgere queste attività, alla luce dei tools e delle tecnologie che abbiamo a disposizione.

Per esempio, inviandosi messaggi vocali, così come è possibile fare su Telegram e Whatsapp, in forma asincrona, non solo non è obbligatorio interrompere la controparte, dandogli la possibilità di ascoltare con attenzione, senza pressione e senza altre distrazioni il nostro messaggio, ma gli si consente anche di poter ragionare, valutare e ponderare la sua risposta così come non sarebbe possibile all'interno di una comunicazione in tempo reale.

Questo non vuol dire che la comunicazione "sincrona", le telefonate e le chiamate in diretta siano da buttar via. Gli scambi in tempo reale sono utilissimi e insostituibili laddove vogliamo fare brainstorming, dove vogliamo socializzare, dove dobbiamo dare assistenza, istruzioni / indicazioni in tempo reale, o in situazioni di pericolo, emergenza.

Così come il chattare con il testo in tempo-reale, non è uguale a scriversi delle lettere, così il comunicare con la propria voce in forma asincrona offre dei vantaggi degni di nota, non interrompendo, non obbligando entrambi i partecipanti a dover essere coinvolti nel dialogo nello stesso momento, e dando spazio alla riflessione e allo spessore piuttosto che alla velocità, all'impulsività, alle emozioni autentiche.

Comunicare in forma asincrona.



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Musica: "Sunsets" by Aso - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/sunsets

Key points in this episode

Le interviste dovrebbero essere un'occasione di scoperta, prima di tutto dell'altra persona e poi delle cose speciali che questa persona ha scoperto nel suo cammino. In realtà, la mediocrità e la mancanza di spessore hanno contagiato anche questo genere editoriale dando spazio spesso a chiacchierate di poco valore, dove ci si complimenta l'un l'altro, si fa tanta teoria, ma non si scopre in realtà nulla di nuovo e di veramente significativo.

L'intervista è passata dall'essere un luogo di investigazione e confronto ad una passerella per mettersi in mostra con il minimo sforzo possibile.

La ricetta per ridargli vita e spessore è quella di studiare bene chi si va ad intervistare, per poter poi scavare con precisione millimetrica in quelli che sono i talenti, i traguardi raggiunti, le difficoltà e le scoperte (errori fatti ed insegnamenti appresi) fatte dall'intervistato.

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Musica: "Somewhat" by Mono:Massive - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/somewhat

Key points in this episode

Nonostante il tempo passi rapidamente e con lui i cambiamenti rapidi tipici di questi tempi, la struttura organizzativa della maggior parte dei siti web è rimasta pressocché invariata da almeno una ventina di anni.

Non vedo sostanziale differenza fra il menu / struttura e nomi delle sezioni fra un sito web del 2001 e uno del 2019. Fatta eccezione per le pagine web dedicate ad obblighi di legge, come la pagina Privacy o quella per i Cookie /GDPR (che vent'anni fa non esistevano), le sezioni principali delle maggior parte dei siti web sono rimaste le stesse:

* Blog (o News)
* Servizi / Prodotti
* Chi Siamo (About)
* Contatti
* etc.

A mio modo di vedere, la struttura del sito, sarebbe assai più efficace (tolte le aree/sezioni di carattere strettamente logistico / di servizio) se invece di riflettere il minimo comun denominatore adottato da tutti, si spingesse nell'intercettare i reali interessi ed esigenze dei lettori in maniera esplicita ed immediata.

Con ciò intendo che un sito web efficace dovrebbe presentare subito, a chi lo visita per la prima volta, aree di contenuto che soddisfano immediatamente ed in maniera esaustiva le sue probabili esigenze. Al contrario, ciò che avviene nelle maggior parte dei casi, è che quando atterri su un sito devi faticare e investire tempo per capire cosa si nasconde dietro ogni titolo generico dato alle varie sezioni del sito e per trovare all'interno di queste stesse ciò che a te interessa veramente.



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Musica: "Coolin Out" by Aso - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/coolin-out

Key points in this episode

La domanda è sempre attuale. Così come la confusione che regna fra chi si approccia per la prima volta al considerare la creazione di un sito web per la propria azienda. Blog o sito web? Cosa è meglio?

La verità è che questa è una domanda senza senso. Perché alla fine, non c'è nessuna differenza tecnica fra un sito web e un blog. Con entrambi puoi fare quello che vuoi. I contenuti e come chiami le varie sezioni del sito, li decidi tu.

Non ci sono, a mio modo di vedere software o servizi specifici per fare blog e altri differenti per fare siti web. Con Wordpress puoi fare un sito web o un blog. Decidi tu. Con Medium, Wix o Tilda, puoi fare un sito web o un blog, sei sempre tu a decidere.

Il mio consiglio è quindi, di valutare bene se sul tuo nuovo sito intenderai produrre e pubblicare contenuti, legati ad un tema preciso, in maniera continuativa, oppure se questo sito sarà essenzialmente una vetrina online per te / la tua azienda dove offrire tutte le info più importanti, ma senza la tua firma e le tue opinioni in onda ogni giorno.

Chi ha una voce che vuole farsi sentire, sistematicamente, ragionando intorno a un fuoco preciso, giorno dopo giorno, ha bisogno di un sito web con un blog (diario di bordo online) dove raccontare e condividere le sue idee.

Per tutte le altre esigenze un sito web "senza blog", ma progettato intorno alle specifiche esigenze di una particolare tribù, va benissimo.

Un sito web standard come lo intendo io, si differenzia da un blog, solo nel fatto che non ha un'area dove appaiono sistematicamente articoli e storie raccontate da un autore con una forte voce e punto di vista.

Per il resto, un "sito web" efficace dovrebbe preoccuparsi di offrire un set di sezioni di contenuto costruite intorno alle specifiche esigenze di una determinata tribù (gruppo di persone accomunate da uno stesso problema). A mio modo di vedere queste sezioni dovrebbero contenere contenuti e risorse (non articoli) di alto spessore e periodicamente aggiornati.

La strategia editoriale in questo caso, non è quindi basata sul pubblicare contenuti di continuo, di bassa/media qualità, ma di condividere poche risorse di altissimo spessore, e coltivandole e migliorandole nel tempo.



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Musica: "Cuddl'n" by DKO - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/cuddln

Key points in this episode

Ho sempre pensato che tutte le tattiche e la maggior parte dei trucchi e dei "segreti" per fare marketing online fossero dei surrogati di ciò che serve realmente fare: avere una voce, creare contenuti di vero spessore (andando ben oltre il dovuto) e condividere per il piacere di aiutare chi ci legge a scoprire e ad apprendere cose utili.

Con ciò non voglio dire che la SEO, il content marketing, le tattiche social e il growth hacking siano inutili. Ciò che voglio sottolineare è invece il fatto che spendiamo molte più energie e attenzioni a questi elementi, ancor prima dell'aver appreso e fatte nostre le competenze di comunicazione e PR che sono alle fondamenta di qualsiasi politica commerciale.


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Musica: "Serendipity" by Favormusik - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/serendipity

Key points in this episode

Come potenziare il proprio lato "friend" (a dispetto del "brand") lavorando sui contenuti.

Nello specifico: quali gli elementi chiave a cui prestare attenzione per migliorare in maniera significativa la qualità e lo spessore dei propri contenuti, in modo da apparire credibili, competenti, onesti e affidabili agli occhi di chi ti legge.




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Musica: "Belvedere" by Ruck P - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/belvedere

Key points in this episode

Una delle variabili su cui investire per migliorare il proprio rapporto con i clienti (esistenti e potenziali) è quella dell'affidabilità.

Per quanto apparentemente scontata, il fronte dell'affidabilità è assai spesso trascurato, e sostituito da un approccio approssimativo, amatoriale, variabile da persona a persona nella stessa azienda, e sempre pronto a giustificare le proprie mancanze attribuendo colpe a fattori esterni.

E' qui la grande opportunità di differenziarsi, farsi apprezzare da subito e coltivare in maniera corretta relazioni di lunga durata, stabilendo principi, piccole regole e protocolli che ci aiutino a farci apparire da subito attenti, precisi e affidabili agli occhi dei nostri clienti.


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Musica: "Patio" by Laqueus - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/patio

Key points in this episode

Una delle cose che più mi sorprende è il vedere la pessima qualità dei preventivi, preparati da professionisti e aziende che dichiarano di essere esperti di comunicazione. Come può un qualcuno che non è nemmeno in grado di comunicare chiaramente le sue competenze, il problema da risolvere e la strategia e i passi che intende mettere in campo, riuscire poi ad aiutare un'azienda a fare marketing o a comunicare efficacemente agli altri ciò che la caratterizza attraverso sito o social?

Nonostante ciò vedo fior di clienti, che si sono abituati ad accettare preventivi che definirei incomprensibili perché, nessuno ha il coraggio di dire a chi dedica del tempo a farci una stima, che non si capisce un tubo di ciò che farà e soprattutto di perché adotterà quella soluzione piuttosto che un'altra.

Eppure i preventivi sono un'opportunità fantastica per poter dimostrare, in maniera tangibile ai propri potenziali clienti, le proprie competenze e la propria padronanza del terreno, avendo la cura di spiegare le cose in maniera chiara, fornendo contesto, spiegazioni, ed esempi di ciò che si intende realizzare.


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Musica: "Coo Lullaby" by Masked Man - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/coo-lullaby

Key points in this episode

Cosa faccio esattamente quando aiuto i miei clienti/partner?

Un esempio concreto di quello che faccio nel mio lavoro è l'aiutare gli imprenditori che sono in difficoltà perché hanno nella loro testa chiarissimi, quelli che sono i punti di forza e le caratteristiche peculiari della loro azienda, ma non sanno come comunicare queste cose in maniera chiara e semplice ai propri potenziali clienti.

In effetti, quando un'azienda la guidi e la gestisci tutti i giorni, è difficile togliersi i propri panni e guardare in maniera oggettiva a cosa ci caratterizza e a come comunicarlo al meglio a chi ancora non ci conosce.

Alla fine gran parte del mio lavoro in questo senso è un incrocio fra quello che fa' un investigatore e ciò di cui si occupa uno psicologo. Da un lato mi impegno a capire e scoprire ciò che veramente caratterizza un'azienda oltre la superficie, dall'altro ascolto e interpreto ciò che l'imprenditore desidera maggiormente comunicare ma a difficoltà a tradurre in parole comprensibili a tutti.







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Musica: "Vibin' Out" by Ruck P - disponibile su Bandcamp:
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Approfondisco. Se ti domandi cosa faccio e come mi guadagno da vivere, qui c'è almeno una buona parte della risposta.


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Musica: "Backhome" by Moose Dawa - disponibile su Bandcamp: https://moosedawa.bandcamp.com/

Key points in this episode

Chi Sono?
Dovessi risponderti io, probabilmente rimarresti sorpreso.

*Puntata priva di contenuti educativi
Ma utile a capire meglio chi sono e cosa faccio.

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Musica: "Bravo" by Moose Dawa - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/

Key points in this episode

Torna a breve il mini-tour "da Brand a Friend" che mi porterà in giro per l'Italia da fine Aprile a fine Maggio per condividere storie, casi di studio e aneddoti di chi è già riuscito ad accrescere la sua reputazione e visibilità online, investendo su contenuti di valore e sul coltivare relazioni di lunga durata con i propri clienti.

Il tour è un'opportunità per incontrare di persona chi già mi segue e per condividere quanto scopro quotidianamente collaborando con aziende e imprenditori nei settori più diversi.

Nelle serate insieme vediamo strategie e percorsi già adottati da imprenditori e piccole aziende desiderose di diventare un punto di riferimento nella loro nicchia di mercato online e do' feedback e suggerimenti ai siti e ai canali social dei partecipanti che si fanno avanti.

Tutti gli eventi sono 100% gratuiti, e aperti a tutti.


N.B.: Per coloro che sono interessati a candidarsi come co-organizzatori di una delle tappe del prossimo tour, questa è l'ultima settimana per candidarsi.

Info: https://dabrandafriend19.landen.co
oppure contatta subito Ludovica.Scarfiotti@robingood.it


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Musica: "Harmony" by Joakim Karud - disponibile per i suoi sostenitori su Patreon: https://patreon.com/joakimkarud

Key points in this episode

Quinto e ultimo episodio in questa mini-serie dedicata a chi desidera pubblicare nuovi contenuti sui social ma ha completamente esaurito le idee su cosa condividere.⁣
⁣
Le alternative sono tantissime e solo per nostra disorganizzazione nel pianificare a monte questo lavoro editoriale, non siamo in grado di riconoscerle quando ci servono di più.⁣

Nei quattro episodi precedenti ho individuato altrettanti "filoni editoriali" (Informazione, Intrattenimento, Ispirazione, Dialogo/Empatia) e descritto varie tipologie di post adatte a ciascuno.

Finora ho già individuato e suggerito 32 tipi di post differenti. Ma ce ne sono sicuramente molti altri.

L'ultimo filone che può esserti di aiuto e ispirazione, è probabilmente quello con il quale abbiamo mosso i primi passi tutti quanti: la promozione di noi stessi, dei nostri prodotti e servizi.

La sfida è come fare per promuovere in maniera discreta, elegante ed efficace queste risorse che abbiamo, senza fare i venditori di pentole e senza replicare l'approccio interruttivo e auto-referenziale della pubblicità classica.






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Musica: "Passing By" by Flamingosis - disponibile su Bandcamp: https://flamingosis1.bandcamp.com/

Key points in this episode

Quarto episodio in questa mini-serie dedicata a chi ha la necessità di pubblicare nuovi contenuti sui social ma ha esaurito le sue idee su cosa condivdere.⁣
⁣
Le alternative sono tantissime e solo per nostra disorganizzazione nel pianificare a monte questo lavoro editoriale, non siamo in grado di riconoscerle nel momento della necessità.⁣

Per stimolare la tua vena editoriale ho individuato nelle tre episodi precedenti, già tre "filoni" di contenuto che possono essere di grande aiuto, quando mancano le idee sul cosa postare:
1) Intrattenimento
2) Informazione
3) Ispirazione

Il filone n.4 che ti propongo, è quello del dialogo e dell’empatia. I social non sono uno spazio per trasmettere come facevano i vecchi media in una sola direzione, ma sono piuttosto un bar virtuale dove conoscere e allacciare rapporti e fare conoscenze con chi ancora non conosciamo.

Ecco che tipologie di post possono far parte di questo filone.
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Key points in this episode

Terzo episodio in questa mini-serie dedicata a chi deve costantemente pubblicare nuovi contenuti sui social ma ha esaurito le idee su cosa pubblicare.⁣
⁣
Le alternative sono tantissime e solo per nostra disorganizzazione nel pianificare a monte questo lavoro editoriale, non siamo in grado di riconoscerle nel momento della necessità.⁣
⁣
Il terzo filone di contenuto che prendo in considerazione è quello dedicato all’ispirare i nostri lettori sui social. ⁣Ecco nove esempi di contenuto che "ispira" che puoi utilizzare da subito sui social.



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Key points in this episode

Podcast #51 - Social Media Cosa Postare: 2/5 Informazione

⁣⁣Secondo episodio in questa mini-serie dedicata a chi deve costantemente pubblicare nuovi contenuti sui social ma non ha esaurito le idee su cosa pubblicare.

Le alternative sono tantissime e solo per nostra disorganizzazione nel pianificare a monte questo lavoro editoriale, non siamo in grado di riconoscerle nel momento della necessità.

Il secondo filone di contenuto che prendo in considerazione è quello dedicato al condividere "informazioni" utili per i nostri lettori sui social.
⁣⁣
🎧 (nuova puntata del podcast "da Brand a Friend")⁣⁣⁣⁣⁣⁣
*disponibile su Spreaker e su iTunes ⁣⁣⁣⁣⁣
⁣⁣
⁣⁣
⁣⁣
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Key points in this episode

Cosa postare sui social media?⁣⁣
⁣⁣
Nonostante lo sconforto che si prova allorché si deve pubblicare nuovi contenuti sui social ma non si hanno idee su cosa pubblicare, ci sono in realtà tantissime alternative disponibili che solo per nostra disorganizzazione non teniamo in considerazione.⁣⁣
⁣⁣
➡ Problema⁣⁣
⁣⁣
Il problema è che quando è il nostro turno, la mente si svuota improvvisamente e non abbiamo la più pallida idea di che contenuto pubblicare, se non per le solite offerte, promozioni, e altre informazioni di servizio che diamo abitualmente ai nostri lettori e clienti (orari, giorni di chiusura, etc.). ⁣⁣
⁣⁣
Eppure, le alternative non mancano.

In questa e nelle prossime quattro puntate di questo podcast, analizzo insieme a te cinque "filoni" di contenuto a cui fare riferimento quando pianificare e preparare i tuoi contenuti per i social.
Ogni "filone" di contenuto è composto da tante diverse tipologie di post, rendendo quindi possibile la possibilità di scegliere fra decine e decine di tipi di post diversi quelli più adatti per intercettare e soddisfare le esigenze e interessi dei nostri potenziali clienti.

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Musica: "Water Fountain" by David Cutter - disponibile su Bandcamp: https://dcuttermusic.bandcamp.com/

Key points in this episode

Usare i social media per bombardare i tuoi fan,
lettori e potenziali clienti, con offerte, prodotti
e servizi che vendi, è la strada meno efficace 
che puoi adottare per aumentare la tua
credibilità e fiducia, e anzi, spesso, porta
al risultato opposto. 

Più *spingi*, meno ti dò retta.

I social non sono una vetrina di vendita 
efficace a meno che tu non mi faccia 
vedere da subito i benefici e vantaggi
che posso derivare da un acquisto,
così come avviene con numerose 
delle pubblicità che ti è probabilmente
capitato di vedere su Instagram. 

Se hai cose belle da vedere (vestiti, auto, etc.),
e risolvi un problema specifico, 
mettendolo subito in evidenza, 
*spingere* può funzionare.

Ma se il tuo spingere consiste solo nel 
ricordarmi che nel tuo negozio
hai una line di prodotti con lo sconto
fino a fine settimana, sei sulla strada
sbagliata. 

Se vuoi clienti che spendano seriamente
e a lungo nel tempo, non ci sono trucchi
che tengano. La strategia è la stessa che 
nella vita reale: dai valore, fatti apprezzare,
non strillare, dai prima di chiedere.

Così si conquista la fiducia degli altri,
e poi... vendere diventa molto più facile. 

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Musica: "Barry White Remix" by Carmine Voccia - disponibile su YouTube

Key points in this episode

Continuo a ricevere mail da aziende e attività commerciali, in risposta a mie richieste dove chi mi risponde non ha un nome e cognome.

Mi rispondono menzionando il mio nome, ma per qualche motivo non si firmano.

L'idea che mi faccio di queste aziende è sempre meno positiva, perché
a) non so con chi sto dialogando
b) lo trovo scortese
c) mi trovo a disagio nel dialogare con l'ignoto.

Trasparenza, credibilità e reputazione sono l'algoritmo del futuro. E la firma nelle tue email e post online è il primo posto dove dare gambe a questo trend.


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Musica: "Airplane Mode" by Flamingosis - disponibile su Bandcamp: https://flamingosis1.bandcamp.com/
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Key points in this episode

Come organizzare il tempo per chi deve produrre sistematicamente contenuti per i social media.

Per ottenere buoni risultati, migliorare la qualità e stressarsi di meno, la strada che usano i
"pro" è quella di non correre dietro alle scadenze giornaliere, ma di preparare il lavoro "a monte".



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Musica: "Chocolate Box" by David Cutter - disponibile su Bandcamp: https://dcuttermusic.bandcamp.com/

Key points in this episode

Che cosa sono le bandiere sociali? A che servono? Come son fatte? Come le riconosco? A chi potrebbero essere utili? Queste le domande specifiche.

Le bandiere sociali sono un contenuto di carattere visivo che serve a trasmettere e a far conoscere ai tuoi lettori quali sono i principi, i caratteri e i valori morali che caratterizzano la tua azienda, il tuo brand o il tuo progetto. Cosa ti caratterizza oltre le specifiche dei tuoi prodotti e servizi? Cosa c'è oltre la superficie?

Lo scopo delle bandiere sociali è di:

a) fidelizzare clienti e potenziali clienti che si identificano con i valori e i principi dell'azienda e non solo con i suoi prodotti e servizi e di

b) aumentare la visibilità del proprio brand attraverso le "condivisioni" di coloro che si identificheranno con i messaggi trasmessi

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Musica: "Memories" by Joakim Karud - disponibile su Bandcamp: https://joakimkarud.bandcamp.com/ e su Patreon https://www.patreon.com/joakimkarud

Key points in this episode

Prima di lanciarsi in un progetto online in veste di imprenditori, è bene ponderare con attenzione dove si intende andare, come, ma soprattutto se ci sono le condizioni per poter creare qualcosa che fa effettivamente la differenza.

Troppo spesso, chi si avventura per la prima volta in questo tipo di progetti, sopravvaluta la grandezza e il potenziale delle proprie idee, sottovalutando di molto gli skill, le competenze e le difficoltà necessarie.

Farsi delle buone domande e sapersi mettere in discussione prima di lanciarsi, è sempre una buona idea.

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Musica: "Hurry Up" by Joakim Karud - disponibile su Bandcamp: https://joakimkarud.bandcamp.com/ oppure attraverso Patreon.com/joakimkarud

Key points in this episode

Che strategia è utile seguire per creare contenuti di valore davvero speciali?

Che strumenti e tool mi servono per creare contenuti di spessore che vadano oltre ciò che fanno tutti gli altri? Hai qualche esempio da farmi vedere per potermi ispirare in questa direzione?

Per creare contenuti di vero valore che vadano oltre gli articoli e i blog post che fanno tutti, il primo passo da fare non è tanto quello di avere a disposizione uno strumento o un tool particolare, quanto quello di individuare un’esigenza specifica, intorno alla quale costruire un contenuto utile, esaustivo e unico.

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Musica: "Rainy Days" by Joakim Karud - disponibile su Bandcamp e su Patreon (per i sostenitori): https://joakimkarud.bandcamp.com/
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Key points in this episode

Perché e come fare un piano dei contenuti efficace per il tuo sito web di modo che invece di continuare a doverti inventare cosa scrivere, costruisci una fortezza di contenuti invincibile che cresce e diventa sempre più forte nel tempo.



Un piano dei contenuti è esattamente quello che le parole descrivono. Uno schema che rappresenta i temi e gli argomenti da trattare nella produzione dei contenuti per un sito web.

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Musica: "Vacation" by Joakim Karud - disponibile su Bandcamp: https://joakimkarud.bandcamp.com/

Key points in this episode

Mi capita spesso di seguire progetti, dove ciò che sfugge a chi è al timone della nave, è che ciò che conta di più su un sito, è il "come è organizzato" agli occhi di Google e dei lettori.

Per fare funzionare bene rapidamente qualsiasi sito web, spesso quello che si fà, appena si scopre che ci sono difetti ed errori che ci erano sfuggiti è quello di andare a correggere pian piano tutto ciò che troviamo fuori posto.

In realtà, per la stragrande maggioranza di siti web che incontro, la necessità più urgente non è tanto quella di sistemare grafica, titoli, testi e impaginazione delle loro pagine web, ma è quella di fare un’analisi del loro posizionamento e poi, un piano dei contenuti, basata sullo stesso.
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Immagine: Photo by Detlev Klockow on Unsplash - https://unsplash.com/photos/UCgMAdGlPeE
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Key points in this episode

Robin, mi fai vedere un esempio di una pagina social che, almeno in parte, fa quello che suggerisci tu? Condividere contenuti di valore e coltivare relazioni di lunga durata.

Certamente. Il primo caso di studio che voglio sottoporre alla tua attenzione è quello di Nutrizionista.bio. Questa azienda, che ha sede principale a Bassano, offre una programma di dimagrimento del tutto singolare, proponendo di poter dimagrire mangiando a sazietà (cibi naturali e genuini).
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Musica: "Palm Trees" by Joakim Karud - disponibile su Bandcamp: https://joakimkarud.bandcamp.com/
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che pubblica con la licenza per usarla nel tuo video su Youtube
o nel tuo podcast. (Info sulla sua licenza qui: http://www.joakimkarud.com/use-my-music/)
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Se sei un musicista e vuoi proporre la tua musica come base musicale di questo podcast
contatta Ludovica.Scarfiotti@robingood.it

Key points in this episode

Come miglioreresti questo podcast? Cosa va benissimo, e cosa invece no?
Fammi sentire la tua voce. Ho inaugurato un nuovo canale dove potermi far sentire i tuoi commenti, le tue idee, e le tue richieste relative a questo podcast.

Non è un canale dove farmi domande e avere mie risposte, ma è uno spazio aperto, dedicato a tutti gli ascoltatori di questo podcast, dove poter farmi arrivare i tuoi messaggi e consigli. Domande, suggerimenti, temi da trattare in futuro. Ascolto e leggo tutto.
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Musica: "Canals" by Joakim Karud - disponibile su Bandcamp: https://joakimkarud.bandcamp.com/
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Dammi Feedback
Fammi sentire la tua voce. Critiche, commenti, suggerimenti, idee e domande a questo podcast, sono benvenute. Utilizza Telegram e unisciti al gruppo @RobinGoodPodcastFeedback. Puoi commentare la puntata con note testuali o vocali. Puoi suggerire tematiche per le prossime puntate e sottoporre domande specifiche che vorresti fossero trattate nelle puntate future.
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Key points in this episode

Eleggere i propri migliori clienti e lettori a "partner", dandogli la possibilità di suggerire, proporre e valutare idee, prodotti e servizi che la tua azienda offre.
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Key points in this episode

Come organizzare fattivamente un tour organizzato dal basso, dai propri lettori, fan e clienti.
Cosa ho scoperto e quali piccole lezioni ho appreso organizzando questi 38 eventi nell'arco dei tre mini-tour che ho portato in giro per l'Italia.
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Musica: "Road Trip" by Joakim Karud - disponibile su Bandcamp: https://joakimkarud.bandcamp.com/

Key points in this episode

Se è vero che coltivare le relazioni con i lettori e i clienti è così importante, perché non organizzare - insieme a loro - un bel giro per andarli a trovare tutti quanti?
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"Uscire dallo schermo" significa proprio questo: andare oltre quello che fanno tutti, e organizzare periodicamente opportunità di incontro, scambio e condivisione con i propri fan.
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Key points in this episode

Cosa serve per avviare un podcast da zero?

In realtà non serve quasi nulla. A parte l’avere un buon microfono e il sottoscrivere l’abbonamento ad un servizio che ti semplifichi la pubblicazione e la distribuzione online, tutto il resto sta, o dovrebbe stare nella tua zucca.

Ma vado con ordine.
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Key points in this episode

Come fare per far decollare una pagina FB che parte da zero?
Che consigli e suggerimenti dò abitualmente ai miei studenti e partner?

Il mio consiglio è sempre quello di partire dalle fondamenta è di comunicare in maniera chiara, diretta e comprensibile quello che si fà.

Da lì, deriva poi tutto il resto.

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Musica: "Love Mode" by Joakim Karud - disponibile su Bandcamp: https://joakimkarud.bandcamp.com/

Key points in this episode

Il miglior modo per poter facilitare la lettura di un contenuto, sulla carta e online, è quello di comunicare subito ed in maniera sintetica di cosa quel contenuto tratta dando una sintesi dei principali dettagli già nelle primissime righe.

Prima la “ciccia” e poi man mano, i dettagli, da quelli più importanti a quelli meno rilevanti.
Questa è la "piramide rovesciata".

L’obiettivo di questo approccio è quello di mettere nel minor tempo possibile il lettore nelle condizioni di capire se il contenuto che ha iniziato a leggere è effettivamente di suo interesse. Ove lo fosse, procedendo con la lettura può ottenere sempre più dettagli e soddisfare appieno il suo interesse / curiosità.

Nonostante questo approccio possa sembrare ovvio, quasi scontato, è raramente utilizzato da chi scrive e pubblica contenuti online, mentre è ampiamente utilizzato nei quotidiani su carta.
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Musica: "Canals" by Joakim Karud - disponibile su Bandcamp: https://joakimkarud.bandcamp.com/

Key points in this episode

Un dettaglio così semplice e così tanto trascurato.

Basta così poco per far avere un marchio immediatamente riconoscibile da chiunque, ogni volta che incrocia un tuo post, eppure in tanti trascurano ancora di notare l’evidenza.

Il tuo logo di Facebook, quel riquadrino che appare accanto alla copertina della tua pagina o del Profilo, è una ceralacca, un imprimatur, un simbolo che verrà associato a tutti i tuoi post, e che serve per distinguerli visivamente da quelli degli altri, sulla bacheca di Facebook.

Ma se tu lo usi per scriverci dentro il nome della tua azienda, i tuoi slogan e quant’altro, allora e come se non lo avessi.

Ti spiego perché.

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Key points in this episode

Come faccio a creare contenuti veramente eccezionali e diversi da quelli dei miei concorrenti, nella mia stessa nicchia di mercato?

Ho cominciato a scrivere articoli e post più lunghi, ma sono a corto di idee, cosa mi consigli di fare?

Per chi produce contenuti online è sempre più difficile riuscire a produrre contenuti di qualità che si distinguano veramente dalla concorrenza. Oramai tutti si sono attrezzati in casa, o con specialisti o agenzie a distanza nel produrre contenuti per i loro siti, blog, pagine social.


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Key points in this episode

Su cosa investire per chi continua a puntare su Facebook? A quali elementi dare maggior peso e che approccio generale usare per ottenere risultati efficaci e duratori nel tempo?
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Musica: "Make me late for breakfast" by Flamingosis - disponibile su Bandcamp: https://flamingosis1.bandcamp.com/

Key points in this episode

L'annuncio di FB è della settimana scorsa: "A noi di mandare traffico ai vostri siti e brand, non ci interessa. Quello era il passato. Non si torna più indietro."

Se mantieni una pagina FB te ne sarai accorto da solo.
Da Febbraio ad oggi, sono stati solo dolori. Meno reach, meno interazioni, meno tutto.

A meno che fai cose davvero speciali, di qualità e che non fanno tutti è sempre più difficile per un'attività commerciale ottenere visibilità e riscontro su FB senza spendere un mucchio di soldi.

Quindi che fai? Resti o emigri su lidi più prosperi?

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Musica: "Flight of The Flamingo" by Flamingosis - disponibile su Bandcamp: https://flamingosis1.bandcamp.com/

Key points in this episode

Condividere spesso viene visto come un rischio... si ha paura che qualcun altro sfrutti o valorizzi ciò che abbiamo trovato, prima (e meglio) di noi.

Ma nell'era delle informazioni, dove il loro valore sta nel farle muovere, non nel tenerle nascoste, il non condividere informazioni, scoperte e idee di spessore, dà molti più svantaggi che benefici.
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Musica: "Computer Jazz" by Flamingosis - disponibile su Bandcamp: https://flamingosis1.bandcamp.com/

Key points in this episode

Cosa è meglio? Costruire un grande marchio o far apprezzare di più chi c'è dietro?
Grande apparenza o grande credibilità?

Da un lato c’è il modo classico di fare comunicazione e marketing, che consiste nello spersonalizzare il brand (non c’è nessuna voce personale, con nome e cognome, che si sente / che parla, ma solo la voce del marchio), nell’evocare idee ed emozioni positive associate al brand ed al suo uso, e nel raccontare e spiegare il brand, la sua storia e i suoi prodotti.

Dall’altro, c’è un nuovo modo di fare comunicazione e marketing, dove il brand, tranne che per la parte grafica del logo è generato dalle voci personali delle persone che ne fanno parte.

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Musica: "Euphoric" by Flamingosis - disponibile su Bandcamp: https://flamingosis1.bandcamp.com/

Key points in this episode

Il problema è che, a mio umile avviso, per ottenere risultati sui social, per poter essere realmente apprezzati e seguiti, la strada più efficace è quella di “far sentire la propria voce”, di essere autentici, sinceri e genuini.

Ma se questa voce, e la nostra autenticità e genuinità le deleghiamo a un consulente esterno o ad un'agenzia, che frutti raccoglieremo nel tempo?

Perché, di voci autentiche, sincere e genuine, non carte veline di altri, ce ne sono veramente poche online. Pochissime.

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Musica: "Dreams" by Joakim Karud - disponibile su Bandcamp: https://joakimkarud.bandcamp.com/

Key points in this episode

La cosa migliore che si possa fare per prepararsi a girare un video è lo scrivere ciò che si vorrà dire nel video. Ma non per leggerlo.


Leggere un testo per non fare errori in un video, è la strada più sicura per risultarsi “finti”, artificiali, come autentici e genuini. Le persone sincere e autentiche non sono perfette. Si inceppano. Fanno piccoli errori. Esitano. E soprattutto usano un linguaggio parlato, non un linguaggio prima scritto e poi letto.
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Musica: "Say Good Night" by Joakim Karud - disponibile su Bandcamp: https://joakimkarud.bandcamp.com/

Key points in this episode

La strada più semplice da percorrere per avere da subito, nuovo clienti, potenzialmente interessanti e affidabili, è quella di chiedere ai propri clienti soddisfatti.
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Questo è il metodo più semplice, più veloce e meno costoso che conosco per trovare nuovi clienti senza dover usare campagne pubblicitarie.
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Musica: "Transparency" by Flamingosis - disponibile su Bandcamp: https://flamingosis1.bandcamp.com/

Key points in this episode

Condividere tutto ciò che sai, paga. Dare informazioni limitate, di scarso spessore e non dicendo tutto quello si sa per timore di non aver nulla da mettere nelle proprie offerte a pagamento, limita fortemente le proprie opportunità di risultare credibili e affidabili agli occhi di chi potrebbe acquistare.
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Musica: "Kites are Fun" by Flamingosis - disponibile su Bandcamp: https://flamingosis1.bandcamp.com/
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Key points in this episode

Perché portarli a casa? Invitali fuori.

Una delle abitudini, più diffuse, ma meno messe in discussione è quella di spingere, forzare il lettore nel venire sul tuo sito, sul tuo blog o nel vedere un certo tuo video. Ma perché? Perché non si prende mai in considerazione la cosa più semplice e ovvia: dare alle persone ciò che hai deciso di dargli, lì e ora, Senza condizioni. Senza pretendere che facciano clic, o che debbano andare altrove per approfondire. E soprattutto dandogli la possibilità di fruire che hai da dire nel formato e nel posto a loro più comodo e consono.
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Musica: "Walking Backwards" by David Cutter - disponibile su Bandcamp: https://dcuttermusic.bandcamp.com/

Key points in this episode

C’è un modo particolare di scrivere per favorire lo sbocciare e il mantenere relazioni con i tuoi clienti e potenziali tali? Si che c’è. Ed è tanto ovvio, quanto scarsamente compreso e utilizzato dalla maggior parte dei brand, freelance e aziende che pubblicano contenuti online.

E’ il comunicare a queste persone, come se fossero tuoi amici.
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Scopri che faccio, quali sono i top tool che ho scoperto questa settimana e quali sono le prossime iniziative ed eventi in arrivo. Iscriviti alla newsletter settimanale qui: http://robingood.it/toptools-newsletter
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Musica: "What Goes Around" by David Cutter - disponibile su Bandcamp: https://dcuttermusic.bandcamp.com/
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Key points in this episode

La piramide rovesciata è un approccio al fare giornalismo, news reporting nello specifico, può essere adottato benissimo e con estrema efficacia nel approccio editoriale utilizzato su siti, blog e soprattutto sui social media come Facebook.
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Musica: "Chocolate Box" by David Cutter - disponibile su Bandcamp: https://dcuttermusic.bandcamp.com/
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Key points in this episode

Il rischio di adottare stili e modi di comunicare che non ci appartengono è quello di passare poi per persone differenti da quelle che siamo.
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A volte, si rischia di passare per marchettari solo perché, magari inconsapevolmente, si adotta a cuor leggero una di quelle tattiche o approcci che sono tipicamente utilizzate dai venditori di fuffa.
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Musica: "Vibe with me" by Joakim Karud - disponibile su Bandcamp: https://joakimkarud.bandcamp.com/

Key points in this episode

Come fare per non apparire "saccenti", presuntuosi, e "professori" quando si desidera condividere consigli e suggerimenti con il proprio pubblico.
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Musica: "Transparency" by Flamingosis - disponibile su Bandcamp: https://flamingosis1.bandcamp.com/
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Key points in this episode

Se ti dicono "non c'è problema" accendi tutti i sensori, perché il più delle volte, "non c'è problema" corrisponde a "problema in arrivo".

Se mi affido a qualcuno senza fare le mie giuste valutazioni, e questa persona non riesce a garantire quanto era stato programmato, non solo non avrò quanto avevo programmato, ma potrei non essere in grado a mia volta di fornire o condurre a termine progetti o azioni per me vitali.

Come posso quindi riconoscere in anticipo, e a distanza, situazioni a rischio, dove ci sono alte possibilità che il mio partner, fornitore, cliente possa crearmi più problemi dei vantaggi che mi porterà?
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Musica: Flamingosis - "If Only" - https://flamingosis1.bandcamp.com/

Key points in this episode

Creare promozioni grafiche che siano efficaci su FB e sugli altri social è inversamente proporzionale alla quantità di testo e di elementi grafici che ci metti. Più roba ci metti e più la enfatizzi, e meno mi arriva a me che ti leggo. Parte tutto dall'immagine. Selezionane una, che sia immediatamente riconoscibile all'occhio del lettore. Il resto viene tutto dopo.
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Musica: David Cutter - Just Start Clicking - https://dcuttermusic.bandcamp.com/
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Key points in this episode

Ricevo tantissime richieste di feedback, di valutazione e di consiglio su siti web, pagine Facebook, così come su bozze di promozioni e pubblicità ancora da pubblicare.
Mi sorprendo a volte nel notare quante di queste richieste di feedback siano mal formulate, mal ponderate e mal predisposte per poter effettivamente ricevere dei suggerimenti in grado di migliorarle. Insomma noto che anche il “chiedere feedback”, apparentemente la più semplice e ovvia delle attività, richieda un certo livello di consapevolezza e strategia per poter essere resa veramente efficace.


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Musica: David Cutter - "Again" - https://dcuttermusic.bandcamp.com/

Key points in this episode

I business e le attività commerciali di vero spessore sono immediatamente riconoscibili da una caratteristica peculiare: domandano, chiedono pro-attivamente feedback specifico ai loro clienti. Domande sincere e sentite, domande specifiche, su limiti e difetti percepiti, su aree di possibile miglioramento e su idee e innovazioni che possono essere apportate aggiunte in futuro.


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Immagine: Photo by rawpixel on Unsplash
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Musica: Rafael Kruz - Big Eyes, Motion - via cchound.com

Key points in this episode

Moltissime attività commerciali comunicano con i loro clienti attraverso una casella mail del tipo info@aziendaX.it. Non mi sono mai trovato bene con queste aziende. Non so con chi sto dialogando, non capisco chi mi scrive. Alla fine mi sento anche un pò preso in giro.
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Musica: "Kawasaki" by Trazzhnef Complications 2econd
https://soundcloud.com/swensen330_2/kawasaki
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Key points in this episode

Correre. Arrivare primi. Iniziare in barba a tutto e a tutti. L'importante è esserci, ti hanno detto e tu non hai esitato un momento. Lanciarsi online PRIMA e pensare POI a cosa fare, è sport nazionale.
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Feedback e commenti al podcast sul gruppo Telegram "Robin Good Radio"
https://t.me/RobinGoodRadio
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Musica: "Look" by Trazzhnef Complications
https://soundcloud.com/swensen330/look
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Immagine: by Bradley Wentzel on Unsplash
https://unsplash.com/photos/CMIesa5_y-c

Key points in this episode

Entrare in reale contatto con i propri fan, lettori e potenziali clienti, dando loro la possibilità di ospitarti per condividere la tua expertise.


Riferimenti:
- Mini-Tour "da Brand a Friend" Aprile 2018 - https://facebook.com/RobinGoodItalia/events
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Musica: "Lucid" by Flamingosis
https://soundcloud.com/adam-hamdan/flamingosis-paradise-02-lucid
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Key points in this episode

Tra due prodotti apparentemente simili, la differenza la fanno sempre i dettagli. Per questo curarli, a dispetto di quantità, volume e novità, ha molto senso per chi desidera diventare un punto di riferimento credibile e autorevole nel proprio settore.
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Musica: "Like This" di Slam53
https://soundcloud.com/slam53/like-this
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Immagine: Photo di Kartik Bhattacharjee su Unsplash
https://unsplash.com/photos/vw0AmpZvHZg
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Diventa supporter di questo podcast, fornendo suggerimenti, consigli e temi da trattare, e facendomi domande dirette: www.Patreon.com/Robin_Good
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Vienimi a trovare su https://facebook.com/RobinGoodItalia

Key points in this episode

Che linguaggio usare per scrivere online, e in particolare su FB e sui social media?
+ Chiarimenti e contesto sulla puntata precedente (Marco Leo).

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Feedback, contributi e commenti (vocali) su Telegram: https://t.me/RobinGoodRadio
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Musica: "Jazz & Hip Hop" by Jazz Infuser
https://soundcloud.com/jazzinfuser/jazz-hip-hop-instrumental
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Key points in this episode

Un mio studente racconta spontaneamente come è arrivato a scoprirmi e a scegliere me fra altri. La chiamata è di qualche mese fà (2017) e lui si chiama Marco Leo (ilProfdiMate.it / https://www.facebook.com/ProfMarcoLeo/).
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Riferimenti:
★ - Giulio Gaudiano
http://www.youmediaweb.com/
https://www.youtube.com/user/YouMediaWeb
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★ - Marco Montemagno
https://www.facebook.com/montemagno
https://www.youtube.com/user/montymonty
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★ - Julius Design
https://www.facebook.com/JuliusDesign/
http://www.juliusdesign.net/
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Musica: "A little extra sugar" Aquastone - Throne
https://soundcloud.com/aquastonethrone/just-begun-aquastonethrone
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Key points in this episode

La necessità di essere "occhiali" per i tuoi lettori. L'obiettivo non è passare perle, ma l'interpretarle, il farle apprezzare, oltre le apparenze.
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Musica: "Jazz & Hip Hop" by JazzInfuser
https://soundcloud.com/jazzinfuser/jazz-hip-hop-instrumental
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Se ti piace e ti è utile ciò faccio, il miglior modo per ringraziarmi è di diventare mio supporter su Patreon: https://www.patreon.com/Robin_Good

Key points in this episode

Perché si dice che la reputazione è ora la moneta corrente online? Quali sono i fatto che rendono così importante la credibilità in rete.
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Servizi menzionati: Upwork.com

Altre Referenze.
Servizi di raccolta di recensioni e testimonianze:
Google, Facebook, Amazon, TrustPilot, Trustadvisor, Producthunt, G2Crowd, Sitejabber, ResellerRatings, Yotpo, PowerReviews, Feefo, Ekomi, TrustedCompany, TrustedShops.
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Musica: SeizetheBeat - Reddington
https://soundcloud.com/seize-the-beat/seizethebeat-reddington-free-download

Key points in this episode

Le quattro variabili essenziali a cui prestare attenzione per rendere i propri contenuti su Facebook e sugli altri social media più interessanti e facili da leggere.
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Per feedback e domande vocali agganciati al gruppo "RobinGoodRadio" su Telegram (free)
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Musica: "Lullaby of the sea" - Birocratic

Key points in this episode

Un metodo semplice, pratico, quasi ovvio ma poco usato, per migliorare costantemente la qualità dei propri post su Facebook e sugli altri social media.
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Musica - "Something" by David Cutter

Key points in this episode

E' una buona idea aprire un nuovo sito con WordPress per chi è alle prime armi, non è un tecnico e si occupa di altro? Pro e contro da un punto di vista diverso.


Risorse:
WordPress Managed Hosting - https://wpdevshed.com/managed-wordpress-hosting/
Pressable by WordPress - https://pressable.com
Ontrapages - https://ontrapages.com
Social Hubs - https://web-publishing.zeef.com/robin.good#block_3284_social-hubs-aggregators
Rebelmouse - https.//rebelmouse.com
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Musica: Your - David Cutter Music

Key points in this episode

Riflessioni e suggerimenti per i co-organizzatori del mio prossimo tour "da Brand a Friend", su come promuovere al meglio su Facebook uno o più eventi di questo tipo.

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Musica: "Loop" - David Cutter Music

Key points in this episode

Da metà Gennaio Facebook ha ridotto drasticamente la visibilità dei contenuti provenienti dalle Pagine. Come organizzarsi per fronteggiare le conseguenze negative di questo cambiamento?
Gruppi Facebook?

*Partcipa anche tu al podcast*
Lasciami i tuoi commenti e domande (solo audio please) sul gruppo Telegram "RobinGoodRadio"

Musica: Corners - David Cutter Music

Key points in this episode

Introduzione: perché e per chi è questo podcast. Aiutare imprenditori e piccole aziende che desiderano conquistare maggior visibilità e autorevolezza online attraverso la condivisione di valore e il coltivare relazioni di lunga durata.
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Musica: "Again" - David Cutter

Key points in this episode


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